BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO

ANNO XX 1997,  no. 4

Gli steroidi anabolizzanti come sostanza d’abuso

Laura Camoni*, Mario Franco*, Lucia Pugliese**, Maurizio Biondi***, Giovanni Rezza****

Riassunto

L’uso di sostanze anabolizzanti ha avuto una grande diffusione negli ultimi anni, soprattutto nei paesi anglosassoni, interessando non solo chi pratica sport in modo agonistico, ma anche una vasta fascia di giovani e meno giovani che si avvicinano al mondo del bodybuilding o allo sport amatoriale. Questo articolo si propone di studiare, attraverso la letteratura internazionale, i vari aspetti di un fenomeno troppo spesso mistificato o ignorato. Sono stati qui descritti le caratteristiche degli steroidi anabolizzanti nella pratica medica e non medica, il loro potenziale di abuso, gli effetti fisici e psicologici e le modalità di trattamento. Sono stati inoltre trattati i principali lavori epidemiologici ed i programmi di educazione che alcuni paesi hanno messo a punto per arginare la continua crescita del fenomeno. E’ stato dedicato uno spazio anche all’analisi della legislazione italiana ed europea in materia.

Parole chiave: Steroidi anabolizzanti, Abuso, Tossicodipendenza

Abstract

Anabolic steroids use and abuse. A review

The use of anabolic steroids is a fairly new phenomenon, diffused not only among professional athletes, but also at the amateur or recreational level. Our work intends to study, with the support of the international literature, the different aspects of this phenomenon, which is often not well known or underestimated. We describe the characteristics of anabolic steroids in the medical and non-medical use, the potential for addiction, the physical and psychological effects and the treatments options. In addition, the main epidemiological studies are examined, as well as the educational programs that some countries have implemented to control the growth of this phenomenon. Finally, the Italian and European legislation on the matter is considered.

Keywords: Anabolic steroids, Abuse, Addiction


Introduzione

Fino a pochi anni fa l’abitudine di migliorare la performance atletica attraverso l’utilizzo di sostanze, in particolare di steroidi anabolizzanti, era riservata solo agli atleti professionisti.

Ricerche recenti mostrano come l’uso di steroidi si è esteso alla popolazione generale e soprattutto ai frequentatori di palestre, alle persone che per la loro attività lavorativa necessitano di un fisico ben muscolato e alla comunità omosessuale.

In questi ultimi anni si è fatta forte l’esigenza di porre maggiore attenzione a questo fenomeno, anche in seguito al risalto dato dai mass media alle notizie riportanti casi di morte per abuso di anabolizzanti.

Una review dei problemi più attuali correlati all’uso di droghe nello sport, pubblicata dall’OMS nel 1993, conclude che, data l’esiguità dell’informazione disponibile, sono necessarie ricerche, analisi ed azioni tese ad investigare il contesto psicologico e sociale dell’uso di queste sostanze per costruire la base di un piano di prevenzione innovativo.

Il DSM IV, nel capitolo "Disturbi correlati a sostanze", inserisce gli steroidi anabolizzanti tra le "sostanze diverse o sconosciute" che hanno effetti psicoattivi. Sono definiti come "sostanze che producono un senso iniziale di aumentato benessere (o anche d'euforia), cui si sostituisce, dopo l’uso ripetuto, mancanza d'energia, irritabilità e altre forme di disforia". L’uso continuo di queste sostanze può condurre a sintomi psichiatrici gravi (per es. sintomatologia depressiva) e ad alterazioni delle condizioni fisiche generali (per es. malattie del fegato, malattie cardiache...).

Nei paesi dove il fenomeno ha assunto dimensioni più importanti ed è stato riconosciuto come problema sociale, i governi hanno già intrapreso iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione.

Nel 1991 in USA gli steroidi anabolizzanti sono stati inclusi nella "Schedule III" del Controlled Sustances Act tra le sostanze medicinali cui è stato anche riconosciuto un potenziale d’abuso e che possono condurre a dipendenza fisica o psicologica.

In Australia la Campagna Nazionale contro l’abuso di droghe esiste dal 1985 ma è solo dalla più recente evoluzione di questa (la Strategia Nazionale contro le droghe, 1993-1997) che è stato bandito l’uso di sostanze anabolizzanti.

In Inghilterra, l’estensione del fenomeno e la consapevolezza della rilevanza del problema a livello sanitario e sociale e non solamente sportivo, ha portato, nel 1996, il governo a inserire gli steroidi anabolizzanti all’interno del "Misuse of Drugs Act".

Inoltre, nella regione del North West dal 1991 è stato istituito, grazie ad un fondo governativo, il "Drugs & Sport Information Service" (DSIS) telefono informativo e di consulenza, che si occupa esclusivamente di steroidi anabolizzanti e delle altre droghe usate per aumentare la performance. Questo servizio, con sede a Liverpool, pur coprendo solamente l’area delle regioni del Merseyside e Greater Manchester, ha ricevuto nel 1996 più di 4000 telefonate sugli steroidi sia da parte di tossicodipendenti che da parte di operatori del settore. E’ importante notare che il servizio telefonico non ha mai goduto di una campagna pubblicitaria e che le telefonate sono pervenute esclusivamente tramite passaparola tra gli utenti stessi. L’attività del "Drugs & Sport Information Service" (DSIS) non si limita all’informazione telefonica sui rischi dell’abuso di steroidi anabolizzanti ma si estende anche alla consulenza sulle alternative nutrizionali e sugli allenamenti efficaci per raggiungere gli stessi risultati senza usare sostanze, alla prevenzione e alla formazione di operatori (psicologi, medici, insegnanti, allenatori, operatori sociali) specializzati in questo settore. Il DSIS si occupa inoltre della pubblicazione di opuscoli informativi sull’argomento e di una rivista specializzata "The Journal of Performance Enhancing Drugs".

Usi medici e non medici

Gli steroidi anabolizzanti sono derivati del testosterone, ormone maschile prodotto in modo naturale dall’uomo.

In medicina, sono usati per la cura dell’ipogonadismo, dell’angioderma, del cancro ai polmoni, dell’endometriosi e dell’osteoporosi (Brower, 1995). Sono inoltre farmaci utili nella cura della cachessia, nel trattamento post-chirurgico, nelle ustioni e nella terapia post-traumatica da fratture.

La modalità d’uso più frequente è quella intramuscolare, ma è anche possibile l’uso per via orale. In genere sono assunti in cicli di 2-4 mesi seguiti da un periodo di non uso.

Gli effetti collaterali più osservati che si presentano in seguito ad un alto dosaggio o ad una lunga somministrazione, sono: virilismo, irsutismo, acne, seborrea, disordini a livello epatico e renale (ittero, tumori, cisti). Queste sostanze provocano inoltre ipercalcemia, ritenzione dei liquidi con tendenza all’edema, ritenzione vescicale, alterazione dei valori delle transaminasi, interferenze con il metabolismo lipidico. Aumentano il rischio di crisi cardiache e d'ictus cerebrale.

Brower (1995) riporta alcuni casi di morte per uso di steroidi anabolizzanti, anche se tra questi sono inclusi i soggetti che ne facevano un uso medico e che presentavano perciò una patologia ad alto rischio. La morte in seguito all’abuso di steroidi anabolizzanti generalmente avviene per infarto, problemi al fegato e cancro.

In vitro bloccano la formazione d'anticorpi e producono inibizione verso la risposta immunitaria. Tali sostanze sono perciò sconsigliate a tutte le persone che presentano patologie infettive o che devono tenere sotto controllo il proprio sistema immunitario.

 

Tabella 1 - Effetti fisici dell’ uso di steroidi anabolizzanti

Pressione arteriosa – ipertensione
Pelle – acne
– seborrea
– segni degli aghi sui muscoli
– calvizie negli uomini
– irsutismo
– ittero
Testa e collo – occhi itterici
– abbassamento della voce
Torace – ginecomastia negli uomini
– riduzione del seno nelle donne
Addome – ingrossamento del fegato
Apparato genitale e urinario – atrofia testicolare e ipertrofia
prostatica negli uomini
– ipertrofia del clitoride nelle
donne
Apparato muscoloscheletrico – ipertrofia dei muscoli
– edema dovuto a ritenzione
idrica

(tratta da Brower 1991)

 

Tabella 2 - Effetti psichiatrici dell’uso di steroidi anabolizzanti

euforia, ipomania, mania, grandiosità

disforia, depressione, irritabilità, ansia

labilità emotiva, umore variabile

Tendenza al suicidio

Aumento dell’energia

diminuzione delle energia e della resistenza alla fatica durante l’astinenza

Aggressività

modificazioni della libido (aumento o diminuzione)

paranoia

psicosi: allucinazione e deliri

dipendenza

(tratta da Brower 1991)

 

Negli uomini possono causare sterilità, riduzione dei testicoli, crescita del seno ed ingrossamento della prostata. Nelle donne abbassamento della voce, irsutismo ed ingrossamento del clitoride.

Gli effetti negativi sono reversibili tranne il gonfiore al seno negli uomini, l’abbassamento della voce, l’ingrandimento del clitoride e la cessazione della crescita delle ossa nei bambini. (Brower 1995)

Di grande importanza sono anche gli effetti psichiatrici che vanno dalla semplice euforia a veri e propri episodi psicotici con presenza di allucinazioni e deliri che possono sfociare nel suicidio.

Negli ultimi anni l’uso medico di anabolizzanti sembra avere subito una diminuzione ed è stato sostituito da terapie altrettanto efficaci che non presentano gli stessi effetti secondari.

In Italia questo fenomeno è evidenziato dai dati diffusi dalla Farmindustria dal 1990 al 1995 che mostrano un dimezzamento delle vendite di steroidi anabolizzanti nell’arco dei sei anni.

Tuttavia l’uso nelle attività ricreative sembra aver subito un notevole incremento: queste sostanze sono usate allo scopo di aumentare la massa muscolare, migliorare la performance atletica, l’aspetto fisico e perfezionare l’abilità al combattimento.

Brower (1993) sostiene che le persone che usano anabolizzanti hanno una percezione inadeguata del proprio corpo che non è mai vissuto come abbastanza grande e forte. Questo è causa di una gestione pericolosa dell’uso di anabolizzanti e anzi spinge spesso l’assuntore a sempre nuovi irraggiungibili traguardi.

Beel in uno studio condotto in Australia nel 1995, intervistando un gruppo di consumatori di steroidi ed un gruppo di giovani della stessa età che non usavano steroidi, ha notato che i consumatori sovrastimavano la propria capacità di attrazione fisica, lo stato di salute, la forza e l’abilità sportiva rispetto al gruppo di controllo. Il 20% dei soggetti del gruppo di controllo e del gruppo sperimentale era insoddisfatto del proprio corpo. Il 76% di questi avrebbe voluto avere più muscoli e il 62% avrebbe voluto essere più tonico. Gli insoddisfatti della popolazione generale, invece, avrebbero voluto essere più magri (46%), più tonici (32%) avere più muscoli (23%) essere più alti (12%).

L’uso non medico di queste sostanze è difficilmente controllabile. Spesso si tratta di preparazioni non farmaceutiche, realizzate in laboratori illeciti, del Messico e dell’Europa dell’Est (Brower 1995) e di prodotti non controllati. Le scarse condizioni igieniche e la qualità delle sostanze prodotte aumentano il rischio di contrarre infezioni.

Altre volte si tratta di sostanze destinate ad un uso veterinario ed etichettate in modo falso. Le persone che ne fanno uso, spesso stabiliscono da sole e in modo del tutto arbitrario dosaggi e tempi, mettendo così a rischio la propria salute. Queste indicazioni sulle modalità d’uso, trasmesse tramite semplici passaparola, portano a dosaggi di steroidi anche 100 volte maggiori di quelli per uso medico (Pope e Katz 1988, Perry e Littlepage 1992).

Beel, nell’indagine condotta nel 1995, approfondendo il rapporto tra assuntore e medico, rileva che i 2/3 degli utilizzatori auspicava la possibilità di prescrivere steroidi anabolizzanti da parte dei medici di base, adducendo ragioni di riduzione del danno per evitare il ricorso al mercato nero.

Frequente è anche l’associazione di più steroidi, sia per via intramuscolare che per via orale (Brower 1995) e l’associazione di steroidi con altre droghe quali cannabis, alcol e cocaina (Brower 1993).

A tal riguardo Beel (1995) ha rilevato che i consumatori di steroidi anabolizzanti avevano maggiori probabilità rispetto alla popolazione generale di usare altre droghe. Infatti più del 50% di questi aveva usato marijuana nell’ultimo mese, rispetto al 20% del gruppo di controllo. Non ci sono invece differenze nel consumo di alcol tra gli assuntori di steroidi e la popolazione generale.

Uno studio condotto da DuRant e altri (1995) esamina le relazioni fra l’uso di altre droghe, partecipazione sportiva, duri allenamenti e performance scolastiche, in un campione di studenti della scuola secondaria americana. La frequenza di uso di steroidi anabolizzanti risulta essere significativamente associata con l’uso di altre droghe (eroina, cocaina, anfetamina, cannabis e alcool), in particolare il 51,5% di quelli che usano droghe iniettabili e fanno anche uso di steroidi anabolizzanti. In questo studio sono state isolate delle variabili "predittive" dell’uso di steroidi anabolizzanti quali l’uso di droghe iniettabili, l’uso di altre droghe, il genere maschile, l’uso di alcool e il sottoporsi a duri allenamenti. L’identificazione di tali variabili ha comunque un valore metodologico per chi in futuro volesse esaminare il fenomeno.

Effetti psichiatrici

Gli effetti medici e i rischi di queste sostanze sono ben documentati ma gli effetti psichiatrici sono poco studiati. Gli assuntori di steroidi combinano, infatti, l’uso di tali sostanze con altre droghe, rendendo difficile la lettura dei sintomi associati solo all’abuso di anabolizzanti. Inoltre i dosaggi usati dagli assuntori sono molto più alti di quelli usati in studi scientifici controllati.

Pope e Katz (1988) hanno osservato gli effetti psicotici associati all’uso di anabolizzanti in due soggetti che avevano richiesto il ricovero in ospedale. Il primo soggetto era un uomo di 40 anni al quale erano stati prescritti 10 mlg di metiltestosterone per 2 volte il giorno in seguito ad un'impotenza idiopatica. Dopo due settimane di trattamento il soggetto ha presentato depressione maggiore, delirio di riferimento, allucinazioni visive ed uditive.

Il secondo soggetto era un uomo di 22 anni, bodybuilder che aveva assunto 15 mlg di metandrostenolone per 2 cicli di 8 settimane. Alla fine del secondo ciclo ha riportato forti sintomi depressivi e, in seguito, paranoia e delirio religioso. (Brower 1995)

I due pazienti furono trattati con neurolettici e rapidamente riportarono una remissione dei sintomi. E’ importante mettere in evidenza come nessuno dei due pazienti avesse lamentato problemi psichiatrici prima di quest’episodio. Tutti e due, senza altre esposizioni a steroidi, sono rimasti psichiatricamente normali per più di due anni di follow up. Si può quindi pensare che la causa scatenante dell’episodio psicotico sia stata l’assunzione di anabolizzanti.

Altri approfondimenti di queste osservazioni sono stati compiuti sempre da Pope e Katz nel 1987 e nel 1988. Nel primo studio sono state reclutate, attraverso avvisi posti nelle palestre di Boston e di Los Angeles, 31 persone che usavano steroidi anabolizzanti. La diagnosi psichiatrica fu fatta usando un’intervista clinica strutturata. Sette soggetti riportarono sintomi psicotici quali allucinazioni uditive, delirio di riferimento, di grandezza, di gelosia, comportamenti maniacali e depressione. Per nessuno di questi soggetti era stato possibile riscontrare sintomi psicotici, nemmeno a livello latente, prima dell’uso di anabolizzanti .

Il secondo studio è stato condotto con la stessa metodologia su 41 bodybuilders e giocatori di football, assuntori di steroidi anabolizzanti.

Il 22% dei soggetti intervistati presentava sintomi di una sindrome distimica e il 12% sintomi psicotici quali depressione, allucinazioni, deliri e comportamenti maniacali. In generale si evidenzia come l’euforia ed i comportamenti maniacali siano associati ai cicli d'uso, mentre la depressione si presenta durante l’astinenza. Non sono riportate informazioni rispetto alla condizione psicologica precedente l’uso di steroidi.

Brower e Pope e Katz in due studi del 1992 riportano percentuali più basse di effetti psicotici in assuntori di steroidi anabolizzanti.

Shulte, Hall e Boyer (1993) in uno studio condotto in USA nel 1993 hanno messo in evidenza le conseguenze sociali dell’uso di steroidi. Oltre alla sintomatologia psichiatrica più volte descritta si aggiungono infatti serie alterazioni comportamentali. Gli autori riportano esempi di violenza domestica, danni alla persona, danni alla proprietà ed effetti criminogeni. Tali comportamenti regrediscono spontaneamente dopo la sospensione dei cicli d'uso. Tali autori evidenziano come nonostante gli effetti fisici e psichiatrici siano riconosciuti, permane nell’opinione pubblica l’impressione che le preoccupazioni per questi problemi siano esagerate. Questa opinione generalizzata porta a sottovalutare il problema e a sottostimarne le conseguenze sociali.

Beel nello studio del 1995 afferma che quasi la metà degli assuntori (48%) si sente più aggressiva, impaziente ed irritabile dopo aver assunto steroidi.

Porcerelli e al. (1995) ha tentato di definire il profilo di personalità dell’assuntore di anabolizzanti. Ha selezionato 16 persone tra sollevatori di peso e bodybuilders assuntori di steroidi e li ha confrontati con 20 sollevatori di peso non assuntori. Sia al gruppo sperimentale che al gruppo di controllo è stato somministrato il Narcisistic Personality Inventory. Gli assuntori hanno riportato un alto livello di narcisismo e un basso livello di empatia al contrario del gruppo di controllo. Gli autori si chiedono quanto i tratti narcisistici spingano i soggetti ad usare steroidi oppure quanto ne siano una conseguenza causale.

Epidemiologia

In genere i dati che riguardano le percentuali di assuntori di sostanze stupefacenti nella popolazione generale vengono ottenuti tenendo in considerazione i seguenti indicatori: decessi per narcotismo acuto, numero di tossicodipendenti che sono in cura presso i servizi pubblici e privati, sequestri di sostanze. Nel caso dell’abuso di sostanze anabolizzanti è quasi impossibile reperire questo tipo di informazioni ed è quindi molto difficile avere dati di prevalenza e di incidenza sul fenomeno. Gli studi fino ad oggi condotti nei vari paesi sono quasi esclusivamente studi "aneddotici", basati non su dati obiettivi ma su sondaggi ottenuti con autodichiarazioni anonime e volontarie. In Italia questa difficoltà è ancor più accentuata dal fatto che lo sport non è strettamente collegato all’organizzazione scolastica così come lo è nei paesi anglosassoni. Manca perciò in Italia la possibilità di avere dati da un universo statistico così importante come la struttura scolastica. I circuiti sportivi e il mondo delle palestre rimangono l’unico canale d’informazione disponibile ma spesso in questo ambiente, ci si scontra con interessi diversi che non favoriscono la visibilità del fenomeno.

Conseguenza di questa situazione è l’esistenza di un sommerso di persone difficili da intervistare e da coinvolgere; la realtà studiata è solo una piccola parte del fenomeno. Per questa serie di motivi, gli unici dati disponibili sull’andamento del fenomeno sono ottenuti attraverso ricerche condotte in altri paesi, prevalentemente in Nord America, in Inghilterra ed in Australia.

Riportiamo di seguito alcuni degli studi più significativi, utili per una migliore comprensione del fenomeno.

Williamson (1993) ha svolto un sondaggio su 687 studenti di un college scozzese, ottenendo un alto tasso di risposta (92%). Il 5,4 % degli studenti intervistati ha ammesso di assumere steroidi anabolizzanti combinando la somministrazione orale a quella intramuscolare (il 4,4% di maschi e l’1,0% di femmine). L’età di inizio è compresa tra i 15 e i 17 anni. Yesalis (1992) in uno studio analogo condotto nelle high school della Pennsylvania ha rilevato tassi di uso di steroidi tra il 4% e l’11% per i maschi e tra lo 0,5% e il 2,5% per le femmine. Anche lo studio di Yesalis conferma che il periodo dell’high school è un momento a rischio per l’inizio dell’uso di steroidi.

Sempre in Inghilterra, il "Liverpool Needle Exchange Service" (NXS) afferma che un quinto dei suoi utenti sono assuntori di steroidi anabolizzanti, costituendo in questo modo il secondo gruppo dopo i consumatori di eroina. Questo fenomeno è in aumento; si è infatti assistito ad un incremento del numero degli assuntori di steroidi anabolizzanti in relazione al numero totale degli assuntori di altre droghe.

Dalla tabella seguente, si può notare che dal 1991 al 1995, il consumo di eroina per via iniettiva è diminuito in cinque anni dal 71% al 64,1%, mentre si assiste ad un aumento di uso di steroidi per via iniettiva da 1,8% al 19,0%. (Lenehan 1996)

 

Tabella 3 - Liverpool Syringe Exchange Attenders. Droghe per via iniettiva

Droghe usate

1991

1992

1993

1994

1995

Eroina

71,0%

67,9%

67,2%

66,9%

64,1%

Steroidi

1,8%

3,3%

9,8%

14,2%

19,0%

Metadone

15,4%

16,3%

10,9%

7,9%

6,9%

 

Questo non è un fenomeno circoscritto alla sola area di Liverpool poiché è stato riscontrato anche nelle zone di Birmingham, Derby e St.Helens. E’ stato stimato, inoltre, che in tutta l’Inghilterra, gli assuntori di steroidi possono costituire il secondo gruppo di utilizzatori di sostanze e.v. dopo gli eroinomani.

Buckely, Yesalis, Anderson e al. (1988) hanno condotto un sondaggio con un questionario su 3403 studenti di 46 high school pubbliche e private. I risultati indicano che il 6,5% degli studenti hanno usato o usano steroidi. L’età di inizio è intorno ai 16 anni.

Nel 1990 il National Institute of Drug Abuse statunitense ha pubblicato un numero monografico dal titolo "Anabolic Steroid Abuse" nel quale vengono riportati i contributi di vari ricercatori, nell’intento di offrire una visione globale del fenomeno. In questa review, nell’articolo di Goldstein viene citato uno studio condotto dalla Clinica Mayo nel 1988 che stima 1 milione di consumatori di steroidi anabolizzanti in America. Queste stime riguardano anche la tipologia degli assuntori. Si pensa infatti che il 96% dei giocatori di football americano e una percentuale tra l’80% e il 99% dei maschi bodybuilders ha assunto steroidi. Sempre Goldstein riferisce di un sondaggio condotto in una high school di Miami dove il 65% degli studenti contattati ha ammesso di conoscere qualcuno che assume steroidi. Questo tipo di sondaggi, anche se a livello statistico sono poco significativi, possono essere utili perché, come dimostrano altre ricerche nel campo delle tossicodipendenze, il fatto di avere amici che assumono droga è uno dei maggiori fattori predisponenti l’uso.

Tra gli studi condotti, quello compiuto da Beel nel 1995 in Australia sembra avere una rilevanza epidemiologica maggiore in quanto ha cercato di fare un confronto tra campione studiato e popolazione generale. Il sondaggio è stato condotto su 750 soggetti di 15-29 anni rappresentativi della popolazione generale e 21 persone che usavano steroidi anabolizzanti della stessa età. Ai due campioni è stata somministrata un’intervista strutturata sulle abitudini, il modo di pensare e i comportamenti riguardo l’uso di steroidi. L’intervista è stata somministrata telefonicamente o per posta. I tassi di uso rilevati nella ricerca variano tra 1,2% e il 3,2% per i maschi e tra lo 0,2% e il 2,0% per le femmine. Questi tassi sono molto simili a quelli trovati in Canada, dove uno studio nazionale riporta che il 2,8% degli studenti tra gli 11 e i 18 anni ha usato steroidi anabolizzanti, in particolare il 4,1% dei maschi e l’1,5% delle femmine (National Survey on Drugs and Sport 1993). Nello studio canadese è evidente come l’uso di steroidi anabolizzanti aumenti con l’aumentare dell’età: il 3% degli studenti maschi di 13-14 anni e il 7% degli studenti di età maggiore di 18 anni.

Sempre in Australia è stato stimato che durante il 1989 ci sono stati 15.000 assuntori di steroidi anabolizzanti. Un sondaggio nazionale condotto nel 1993 indica che 42.000 persone hanno usato steroidi anabolizzanti per motivi non medici rispetto ai 12.550 dell’anno precedente.

Brower (1995) suddivide gli assuntori di steroidi anabolizzanti in tre gruppi:

  1. il gruppo degli atleti. Questo gruppo usa steroidi per raggiungere risultati nelle gare, spesso credendo che la competizione sia usare steroidi. Le ricompense che portano questo gruppo ad usare steroidi sono la gloria per la vittoria, il riconoscimento sociale e popolare e incentivi finanziari (borse di studio per il college, migliori contratti nelle leghe sportive);
  2. il gruppo degli esteti che usa steroidi allo scopo di modellare un bel corpo facendo di questo un’opera d’arte. Gli esteti possono essere bodybuilder competitivi, aspiranti modelli, attori e ballerini. Queste persone pongono la cura del corpo al centro della loro vita per ottenere ammirazione e ricompense finanziarie;
  3. il terzo gruppo usa steroidi anabolizzanti per aumentare l’abilità al combattimento e la capacità di intimidire gli altri. Fanno parte di questo gruppo guardie del corpo, guardie della sicurezza, guardie carcerarie, poliziotti, militari, buttafuori e componenti di bande criminali. Queste persone fanno della loro capacità di combattere e lottare lo scopo della loro vita.

In Australia con la Strategia Nazionale contro le Droghe (Beel 1996) sono stati identificati quattro gruppi di consumatori:

  1. bodybuilders professionali e amatoriali;
  2. impiegati nella sicurezza (buttafuori nei night club etc);
  3. studenti (12-19 anni);
  4. atleti professionisti.

Nello studio condotto da Beel, un terzo degli utilizzatori è attualmente coinvolto in attività sportive quali bodybuilding, sollevamento pesi, football, rugby, arti marziali, nuoto e fitness personale. Poco meno della metà riferisce di avere usato steroidi anabolizzanti per essere più competitivi. Solo uno ha partecipato ad una competizione di bodybuilder.

Quasi la metà dei soggetti intervistati è impiegata in un lavoro dove la forza muscolare, l’aspetto fisico, la misura o l’immagine corporea sono importanti per ottenere o mantenere il lavoro (buttafuori, militari, modelli, istruttori di ginnastica, guardie del corpo).

Dipendenza

La capacità di creare dipendenza degli steroidi anabolizzanti è stata accertata già nel 1980. Malgrado la mancanza di studi longitudinali che possano dare informazioni a lungo termine sulla dipendenza, ci sono stati molti studi che hanno osservato la dipendenza a breve termine.

Brower è stato il primo a chiedersi se era possibile ipotizzare una vera e propria tossicodipendenza da steroidi, poiché la definizione di tossicodipendenza indica l’uso della sostanza per i suoi effetti psichici. Con l’uso di anabolizzanti gli effetti psicoattivi non compaiono subito ma possono essere osservati dopo un uso prolungato. Tuttavia non vanno trascurati gli aspetti legati alla dipendenza malgrado non ne sia ancora stato scoperto il meccanismo a livello cerebrale.

Molti studi supportano l’idea che gli steroidi anabolizzanti siano sostanze psicoattive. E’ interessante notare ancora come spesso i consumatori di steroidi combinino l’uso di tali sostanze con altre droghe. Questo aspetto deve far riflettere, in quanto la combinazione di più sostanze non è giustificabile con i motivi che solitamente spiegano il consumo di anabolizzanti (aumento massa muscolare etc.). Si può infatti ipotizzare che il consumatore di steroidi e soprattutto il poliassuntore sia spinto al consumo anche dagli effetti psicoattivi. Molto più spesso, però, possono essere sufficienti i soli effetti mioattivi a mantenere la dipendenza.

Spesso la dipendenza nasce entro l’anno dall’inizio dell’uso, bisogna però rilevare che non si nota dipendenza in soggetti che assumono steroidi sotto il diretto controllo del medico (a dosi moderate). Un fattore importante per l’instaurarsi della dipendenza è infatti l’uso ad alte dosi e per lunghi periodi. Brower descrive studi in cui la percentuale di assuntori di anabolizzanti per uso non medico che riporta dipendenza oscilla tra il 14% e il 57%.

In genere gli assuntori di steroidi conoscono i rischi dell’abuso sul piano degli effetti acuti e non su quello della dipendenza.

In uno studio recente Brower (1993) riporta i seguenti sintomi di dipendenza così come sono classificati nel DSMIII: astinenza, tolleranza, perdita di controllo, uso di sostanze malgrado le conseguenza negative. I sintomi tipici dell’astinenza da steroidi sono: depressione, astenia, agitazione, perdita dell’appetito, insonnia, riduzione della libido e cefalea.

Durante l’astinenza si possono distinguere due momenti: una prima fase in cui i sintomi astinenziali sono molti simili a quelli dell’astinenza da oppiacei (Brower 1991) ed una seconda fase in cui la brusca interruzione di steroidi provoca sintomi da accentuazione iperadrenergica; in particolare sembra esserci una reazione astinenziale ritardata analoga a quella della cocaina. Durante l’astinenza la depressione può diventare così severa da portare ad idee suicide.

La tolleranza già dimostrata in studi su animali negli anni ‘50, è stata rilevata da Brower (Brower 1995) nel 18% dei casi sugli uomini.

Anabolizzanti e infezione da HIV

Un aspetto che negli ultimi anni è stato preso in considerazione dagli studiosi che si occupano del fenomeno "steroidi anabolizzanti", riguarda il rischio che l’assuntore di steroidi ha di contrarre l’infezione da HIV. La possibilità di trasmissione di altre infezioni, vista la provenienza illecita e quindi non controllata di tali sostanze era già stata riconosciuta.

Studiando più da vicino le persone che assumono steroidi è stato notato l’utilizzo frequente di siringhe non sterilizzate e a volte anche lo scambio delle stesse. Questa abitudine, come è noto, aumenta la possibilità di trasmissione dell’HIV.

Fino ad oggi i casi di HIV riportati in letteratura sono tre. Il primo caso (Sklarek e al. 1984) si riferisce ad un soggetto omosessuale di 37 anni affetto anche da HBV, ma che aveva avuto diversi comportamenti a rischio: comportamenti omosessuali, assunzione di altre droghe per via parenterale e scambio di siringhe per due anni. Queste informazioni rendono poco significativo il caso in quanto è impossibile risalire alle modalità d’uso di steroidi come unica causa nella trasmissione dell’infezione da HIV.

Il secondo caso si riferisce ad un uomo trovato positivo al test dell’HIV in Florida. La causa dell’infezione è stata imputata ad una siringa infetta usata per iniettare steroidi anabolizzanti (fonte del Comitato Olimpico USA, 1988).

Più recentemente, Scott e Scott 1989, riportano il caso di un bodybuilder di 26 anni, sieropositivo, che per tre anni ha assunto anabolizzanti rifornendosi al mercato nero. E’ interessante notare l’assoluta mancanza di altri comportamenti a rischio che accredita l’ipotesi che il soggetto abbia contratto l’HIV solo ed esclusivamente con pratiche associate l’uso di steroidi.

Scott e Scott fanno notare come politiche di riduzione del danno quali la sensibilizzazione del medico a questo problema, la sterilizzazione delle siringhe ed il monouso delle stesse potrebbero essere un valido aiuto nell’affrontare questi aspetti del fenomeno.

In Inghilterra e in Australia i servizi di informazione sulle tossicodipendenze hanno messo a punto programmi di riduzione del danno specifici per gli assuntori di steroidi anabolizzanti.

Trattamenti

Nelle esperienze degli altri paesi, gli assuntori di steroidi anabolizzanti in genere richiedono l’aiuto di un medico in seguito a complicazioni fisiche o psichiatriche. In tutti i casi di uso non medico l’astensione è l’obiettivo da raggiungere. Durante la fase iniziale, l’attenzione del medico si deve focalizzare soprattutto sui sintomi dell’astinenza, poiché in questa fase si possono osservare idee suicide e depressione in forma così grave da richiedere l’ospedalizzazione. La terapia di supporto per il trattamento dell’astinenza include rassicurazione, educazione e counselling. (Brower 1993).

La terapia farmacologica di supporto non è stata particolarmente approfondita anche se gli antidepressivi sono sicuramente i farmaci più idonei per curare la depressione durante l’astinenza.

Per la terapia del dolore vengono usati farmaci antinfiammatori; la terapia endocrina per riequilibrare la funzionalità del sistema ipotalamo-pituitario-corticosurrene.

Una volta che è superata l’astinenza e gli effetti collaterali sono sotto controllo, il trattamento dovrebbe essere focalizzato sul mantenimento dello stato drug-free e sull’approfondimento dei fattori psicosociali che hanno determinato l’assunzione, allo scopo di prevenire eventuali ricadute. Lo scopo della terapia dovrebbe essere quello di ridare al paziente una adeguata percezione del proprio corpo.

La remissione dei sintomi con o senza trattamento è stata poco studiata. Studi a lungo termine su questo argomento potrebbero dare indicazioni utili per l’impostazione della cura. In alcuni paesi europei sono stati messi a punto programmi di informazione e di educazione sull’uso di steroidi anabolizzanti.

Goldberg (1990) fa notare come questi programmi debbano essere ripensati poiché è stato osservato che malgrado l’aumentata consapevolezza degli effetti negativi, non si è modificato il comportamento degli assuntori.

Esiste una "relazione negativa" tra il livello di conoscenza e il modo di pensare. E’ stato visto che l’educazione sulle droghe non è correlata al modo di pensare e appare perfino avere un impatto negativo dopo l’intervento. Si esprime la necessità di riconsiderare le strategie usate per dissuadere i giovani atleti dall’usare queste droghe.

Littlepage e Perry (1993) in uno studio analogo condotto nel Galles hanno messo in risalto come le nuove conoscenze sui danni delle sostanze non modificano il comportamento successivo. Gli autori confermano la necessità di programmi informativi più ampi che includano sia messaggi sull’astensione che sulla riduzione del danno.

Seguendo la stessa linea Shotliff e Aasante (1993) affermano che dovrebbe entrare nella normale pratica medica l’accertamento di abuso di sostanze anabolizzanti.

E’ necessario infatti che l’indagine diagnostica non interessi solo giovani con una struttura muscolare ben strutturata ma riguardi anche soggetti che presentano patologie potenzialmente correlate all’uso di queste sostanze. In modo particolare, sostengono gli autori, bisognerebbe prestare attenzione a tutti coloro che presentano dolori aspecifici al petto.

Golberg (1996) riporta uno studio elaborato dal Dipartimento di Promozione della Salute dell’Oregon, che ha impostato un programma rivolto alle squadre di football americano di 31 scuole superiori, sperimentato su 702 giocatori adolescenti confrontati con un gruppo di controllo di 804 coetanei. Il programma denominato ATLAS (Addestramento per Adolescenti ad Apprendere come evitare l’uso di Steroidi Anabolizzanti) consiste in incontri durante i quali oltre ai danni provocati dagli steroidi si parla delle alternative nutrizionistiche e di allenamento per migliorare le prestazioni con sedute dimostrative e con tecniche di coinvolgimento dell’intera squadra. Rispetto ai controlli i ragazzi sui quali è stato sviluppato l’intervento hanno acquistato una migliore conoscenza sugli effetti degli steroidi anabolizzanti, una consapevolezza maggiore del rischio di venire "intrappolati" in questo tipo di problema, un aumento dell’autostima e della fiducia in se stessi, un miglioramento della qualità della nutrizione.

Aspetti legislativi

Il nostro sistema normativo risulta sprovvisto di una legge che disciplini in modo organico la materia degli anabolizzanti. Questa trova una sua prima disciplina solo rispetto alle tabelle delle sostanze dopanti.

In ambito sportivo, a livello agonistico, si è sempre sentita la necessità di un disposto legislativo per combattere l’uso di sostanze atte a modificare artificialmente le energie naturali degli atleti.

Nel 1971, infatti, nel nostro paese, questa esigenza trovò la sua prima applicazione nella legge 1099 che disciplina la tutela sanitaria delle attività sportive e all’articolo 3 recita "Gli atleti partecipanti a competizioni sportive che impiegano o detengono, al fine di modificare artificialmente le loro energie naturali, sostanze che possono risultare nocive alla loro salute, sono puniti con sanzioni pecuniarie".

Le stesse sanzioni sono previste per chi somministra le predette sostanze agli atleti con un aumento di ammenda se trattasi di dirigenti di associazioni sportive o allenatori o ancora se il reato è commesso nei confronti di atleti di età inferiore a 18 anni.

Il D.M. 5-7-1975, in riferimento alla legge 1099, elenca le sostanze che gli atleti partecipanti a competizioni sportive non possono assumere al fine di modificare artificialmente le loro energie naturali. Tale decreto non ha trovato applicazione per l’incompletezza delle sostanze elencate e perché non prevede gli anabolizzanti. Questa assenza è, forse, da ricondurre al fatto che all’epoca queste sostanze erano poco note e non erano ancora correlate al doping.

Successivamente sono state presentate alla Camera dei Deputati varie proposte di legge basate sulla 1099 le quali prevedono un aggiornamento dell’elenco delle sostanze e un’attivazione autonoma delle regioni. Tali proposte non hanno avuto alcun esito.

Le tabelle alle quali lo Stato italiano, attualmente, fa riferimento sono quelle indicate dal Comitato Internazionale Olimpico, recepite dalla convenzione del Consiglio d’Europa del 1989 le quali contengono gli steroidi anabolizzanti.

A livello mondiale sono state organizzate apposite conferenze nelle quali sono stati discussi questi argomenti ed è stato richiesto esplicitamente a tutti gli Stati di includere nella propria legislazione misure restrittive atte ad ostacolare il dilagare dell’uso di sostanze nocive nelle competenze sportive. Tali misure riguardano la produzione, l’importazione, l’esportazione, la distribuzione, la vendita di sostanze dopanti ed in particolare di steroidi anabolizzanti.

Dalla nostra analisi risulta evidente che le iniziative, gli studi, gli sforzi fatti riguardano esclusivamente l’uso di sostanze nella pratica sportiva agonistica e quindi il doping. E’ invece ancora poco studiato l’uso di steroidi anabolizzanti nelle attività ricreative e amatoriali.

Conclusioni

Dallo studio compiuto nella letteratura internazionale appare evidente come l’uso di steroidi anabolizzanti in questi ultimi anni si sia spostato dalla pratica sportiva professionale allo sport amatoriale e ad ambiti "occupazionali" particolari (buttafuori, ballerini, attori, modelli, esteti). Sempre di più sono infatti le persone che si rivolgono al medico in seguito ad un abuso di steroidi, denunciando un uso puramente ricreativo: aumentare la performance, l’aspetto fisico e l’abilità al combattimento

Quello che è apparso ai nostri occhi non è quindi un solo problema sportivo ma soprattutto sociale e sanitario.

La mancanza di informazioni sulle conseguenze dell’uso di tali sostanze, la facilità di reperimento delle stesse, la scarsa igiene nelle preparazioni e nella pratica di assunzione, non hanno permesso l’emergere del fenomeno ma al contrario hanno facilitato la sua diffusione e il suo aggravamento. Inoltre, la difficoltà dell’assuntore di steroidi di percepirsi come tossicodipendente e il fatto che l’assunzione non avviene nei tipici ambienti marginali del tossicodipendente ma nelle palestre e negli istituti di bellezza porta lo stesso a non avere la piena consapevolezza del problema e quindi a non affrontarlo.

Forte è quindi la necessità di mettere a punto ricerche ed analisi per approfondire il fenomeno, il contesto psicologico e sociale dell’uso per costruire la base di un piano di prevenzione innovativo mirato.

Interessante in questo senso ci sembrano essere le iniziative prese da vari paesi nel campo della riduzione del danno. Queste comprendono non solo informazioni chiare ed adeguate sui rischi dell’abuso di anabolizzanti ma anche programmi nutrizionali educativi e training sportivi specifici per raggiungere gli stessi risultati senza l’uso di queste sostanze.

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