BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO
| ANNO XX 1997, no. 4: |
Gli steroidi anabolizzanti come sostanza dabuso
Laura Camoni*, Mario Franco*, Lucia Pugliese**, Maurizio Biondi***, Giovanni Rezza****
Riassunto
Luso di sostanze anabolizzanti ha avuto una grande diffusione negli ultimi anni, soprattutto nei paesi anglosassoni, interessando non solo chi pratica sport in modo agonistico, ma anche una vasta fascia di giovani e meno giovani che si avvicinano al mondo del bodybuilding o allo sport amatoriale. Questo articolo si propone di studiare, attraverso la letteratura internazionale, i vari aspetti di un fenomeno troppo spesso mistificato o ignorato. Sono stati qui descritti le caratteristiche degli steroidi anabolizzanti nella pratica medica e non medica, il loro potenziale di abuso, gli effetti fisici e psicologici e le modalità di trattamento. Sono stati inoltre trattati i principali lavori epidemiologici ed i programmi di educazione che alcuni paesi hanno messo a punto per arginare la continua crescita del fenomeno. E stato dedicato uno spazio anche allanalisi della legislazione italiana ed europea in materia.
Parole chiave: Steroidi anabolizzanti, Abuso, Tossicodipendenza
Abstract
Anabolic steroids use and abuse. A review
The use of anabolic steroids is a fairly new phenomenon, diffused not only among professional athletes, but also at the amateur or recreational level. Our work intends to study, with the support of the international literature, the different aspects of this phenomenon, which is often not well known or underestimated. We describe the characteristics of anabolic steroids in the medical and non-medical use, the potential for addiction, the physical and psychological effects and the treatments options. In addition, the main epidemiological studies are examined, as well as the educational programs that some countries have implemented to control the growth of this phenomenon. Finally, the Italian and European legislation on the matter is considered.
Keywords: Anabolic steroids, Abuse, Addiction
Introduzione
Fino a pochi anni fa labitudine di migliorare la performance atletica attraverso lutilizzo di sostanze, in particolare di steroidi anabolizzanti, era riservata solo agli atleti professionisti.
Ricerche recenti mostrano come luso di steroidi si è esteso alla popolazione generale e soprattutto ai frequentatori di palestre, alle persone che per la loro attività lavorativa necessitano di un fisico ben muscolato e alla comunità omosessuale.
In questi ultimi anni si è fatta forte lesigenza di porre maggiore attenzione a questo fenomeno, anche in seguito al risalto dato dai mass media alle notizie riportanti casi di morte per abuso di anabolizzanti.
Una review dei problemi più attuali correlati alluso di droghe nello sport, pubblicata dallOMS nel 1993, conclude che, data lesiguità dellinformazione disponibile, sono necessarie ricerche, analisi ed azioni tese ad investigare il contesto psicologico e sociale delluso di queste sostanze per costruire la base di un piano di prevenzione innovativo.
Il DSM IV, nel capitolo "Disturbi correlati a sostanze", inserisce gli steroidi anabolizzanti tra le "sostanze diverse o sconosciute" che hanno effetti psicoattivi. Sono definiti come "sostanze che producono un senso iniziale di aumentato benessere (o anche d'euforia), cui si sostituisce, dopo luso ripetuto, mancanza d'energia, irritabilità e altre forme di disforia". Luso continuo di queste sostanze può condurre a sintomi psichiatrici gravi (per es. sintomatologia depressiva) e ad alterazioni delle condizioni fisiche generali (per es. malattie del fegato, malattie cardiache...).
Nei paesi dove il fenomeno ha assunto dimensioni più importanti ed è stato riconosciuto come problema sociale, i governi hanno già intrapreso iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione.
Nel 1991 in USA gli steroidi anabolizzanti sono stati inclusi nella "Schedule III" del Controlled Sustances Act tra le sostanze medicinali cui è stato anche riconosciuto un potenziale dabuso e che possono condurre a dipendenza fisica o psicologica.
In Australia la Campagna Nazionale contro labuso di droghe esiste dal 1985 ma è solo dalla più recente evoluzione di questa (la Strategia Nazionale contro le droghe, 1993-1997) che è stato bandito luso di sostanze anabolizzanti.
In Inghilterra, lestensione del fenomeno e la consapevolezza della rilevanza del problema a livello sanitario e sociale e non solamente sportivo, ha portato, nel 1996, il governo a inserire gli steroidi anabolizzanti allinterno del "Misuse of Drugs Act".
Inoltre, nella regione del North West dal 1991 è stato istituito, grazie ad un fondo governativo, il "Drugs & Sport Information Service" (DSIS) telefono informativo e di consulenza, che si occupa esclusivamente di steroidi anabolizzanti e delle altre droghe usate per aumentare la performance. Questo servizio, con sede a Liverpool, pur coprendo solamente larea delle regioni del Merseyside e Greater Manchester, ha ricevuto nel 1996 più di 4000 telefonate sugli steroidi sia da parte di tossicodipendenti che da parte di operatori del settore. E importante notare che il servizio telefonico non ha mai goduto di una campagna pubblicitaria e che le telefonate sono pervenute esclusivamente tramite passaparola tra gli utenti stessi. Lattività del "Drugs & Sport Information Service" (DSIS) non si limita allinformazione telefonica sui rischi dellabuso di steroidi anabolizzanti ma si estende anche alla consulenza sulle alternative nutrizionali e sugli allenamenti efficaci per raggiungere gli stessi risultati senza usare sostanze, alla prevenzione e alla formazione di operatori (psicologi, medici, insegnanti, allenatori, operatori sociali) specializzati in questo settore. Il DSIS si occupa inoltre della pubblicazione di opuscoli informativi sullargomento e di una rivista specializzata "The Journal of Performance Enhancing Drugs".
Usi medici e non medici
Gli steroidi anabolizzanti sono derivati del testosterone, ormone maschile prodotto in modo naturale dalluomo.
In medicina, sono usati per la cura dellipogonadismo, dellangioderma, del cancro ai polmoni, dellendometriosi e dellosteoporosi (Brower, 1995). Sono inoltre farmaci utili nella cura della cachessia, nel trattamento post-chirurgico, nelle ustioni e nella terapia post-traumatica da fratture.
La modalità duso più frequente è quella intramuscolare, ma è anche possibile luso per via orale. In genere sono assunti in cicli di 2-4 mesi seguiti da un periodo di non uso.
Gli effetti collaterali più osservati che si presentano in seguito ad un alto dosaggio o ad una lunga somministrazione, sono: virilismo, irsutismo, acne, seborrea, disordini a livello epatico e renale (ittero, tumori, cisti). Queste sostanze provocano inoltre ipercalcemia, ritenzione dei liquidi con tendenza alledema, ritenzione vescicale, alterazione dei valori delle transaminasi, interferenze con il metabolismo lipidico. Aumentano il rischio di crisi cardiache e d'ictus cerebrale.
Brower (1995) riporta alcuni casi di morte per uso di steroidi anabolizzanti, anche se tra questi sono inclusi i soggetti che ne facevano un uso medico e che presentavano perciò una patologia ad alto rischio. La morte in seguito allabuso di steroidi anabolizzanti generalmente avviene per infarto, problemi al fegato e cancro.
In vitro bloccano la formazione d'anticorpi e producono inibizione verso la risposta immunitaria. Tali sostanze sono perciò sconsigliate a tutte le persone che presentano patologie infettive o che devono tenere sotto controllo il proprio sistema immunitario.
Tabella 1 - Effetti fisici dell uso di steroidi anabolizzanti
| Pressione arteriosa | ipertensione |
| Pelle | acne seborrea segni degli aghi sui muscoli calvizie negli uomini irsutismo ittero |
| Testa e collo | occhi itterici abbassamento della voce |
| Torace | ginecomastia negli uomini riduzione del seno nelle donne |
| Addome | ingrossamento del fegato |
| Apparato genitale e urinario | atrofia testicolare e ipertrofia prostatica negli uomini ipertrofia del clitoride nelle donne |
| Apparato muscoloscheletrico | ipertrofia dei muscoli edema dovuto a ritenzione idrica |
(tratta da Brower 1991)
Tabella 2 - Effetti psichiatrici delluso di steroidi anabolizzanti
euforia, ipomania, mania, grandiosità |
disforia, depressione, irritabilità, ansia |
labilità emotiva, umore variabile |
Tendenza al suicidio |
Aumento dellenergia |
diminuzione delle energia e della resistenza alla fatica durante lastinenza |
Aggressività |
modificazioni della libido (aumento o diminuzione) |
paranoia |
psicosi: allucinazione e deliri |
dipendenza |
(tratta da Brower 1991)
Negli uomini possono causare sterilità, riduzione dei testicoli, crescita del seno ed ingrossamento della prostata. Nelle donne abbassamento della voce, irsutismo ed ingrossamento del clitoride.
Gli effetti negativi sono reversibili tranne il gonfiore al seno negli uomini, labbassamento della voce, lingrandimento del clitoride e la cessazione della crescita delle ossa nei bambini. (Brower 1995)
Di grande importanza sono anche gli effetti psichiatrici che vanno dalla semplice euforia a veri e propri episodi psicotici con presenza di allucinazioni e deliri che possono sfociare nel suicidio.
Negli ultimi anni luso medico di anabolizzanti sembra avere subito una diminuzione ed è stato sostituito da terapie altrettanto efficaci che non presentano gli stessi effetti secondari.
In Italia questo fenomeno è evidenziato dai dati diffusi dalla Farmindustria dal 1990 al 1995 che mostrano un dimezzamento delle vendite di steroidi anabolizzanti nellarco dei sei anni.
Tuttavia luso nelle attività ricreative sembra aver subito un notevole incremento: queste sostanze sono usate allo scopo di aumentare la massa muscolare, migliorare la performance atletica, laspetto fisico e perfezionare labilità al combattimento.
Brower (1993) sostiene che le persone che usano anabolizzanti hanno una percezione inadeguata del proprio corpo che non è mai vissuto come abbastanza grande e forte. Questo è causa di una gestione pericolosa delluso di anabolizzanti e anzi spinge spesso lassuntore a sempre nuovi irraggiungibili traguardi.
Beel in uno studio condotto in Australia nel 1995, intervistando un gruppo di consumatori di steroidi ed un gruppo di giovani della stessa età che non usavano steroidi, ha notato che i consumatori sovrastimavano la propria capacità di attrazione fisica, lo stato di salute, la forza e labilità sportiva rispetto al gruppo di controllo. Il 20% dei soggetti del gruppo di controllo e del gruppo sperimentale era insoddisfatto del proprio corpo. Il 76% di questi avrebbe voluto avere più muscoli e il 62% avrebbe voluto essere più tonico. Gli insoddisfatti della popolazione generale, invece, avrebbero voluto essere più magri (46%), più tonici (32%) avere più muscoli (23%) essere più alti (12%).
Luso non medico di queste sostanze è difficilmente controllabile. Spesso si tratta di preparazioni non farmaceutiche, realizzate in laboratori illeciti, del Messico e dellEuropa dellEst (Brower 1995) e di prodotti non controllati. Le scarse condizioni igieniche e la qualità delle sostanze prodotte aumentano il rischio di contrarre infezioni.
Altre volte si tratta di sostanze destinate ad un uso veterinario ed etichettate in modo falso. Le persone che ne fanno uso, spesso stabiliscono da sole e in modo del tutto arbitrario dosaggi e tempi, mettendo così a rischio la propria salute. Queste indicazioni sulle modalità duso, trasmesse tramite semplici passaparola, portano a dosaggi di steroidi anche 100 volte maggiori di quelli per uso medico (Pope e Katz 1988, Perry e Littlepage 1992).
Beel, nellindagine condotta nel 1995, approfondendo il rapporto tra assuntore e medico, rileva che i 2/3 degli utilizzatori auspicava la possibilità di prescrivere steroidi anabolizzanti da parte dei medici di base, adducendo ragioni di riduzione del danno per evitare il ricorso al mercato nero.
Frequente è anche lassociazione di più steroidi, sia per via intramuscolare che per via orale (Brower 1995) e lassociazione di steroidi con altre droghe quali cannabis, alcol e cocaina (Brower 1993).
A tal riguardo Beel (1995) ha rilevato che i consumatori di steroidi anabolizzanti avevano maggiori probabilità rispetto alla popolazione generale di usare altre droghe. Infatti più del 50% di questi aveva usato marijuana nellultimo mese, rispetto al 20% del gruppo di controllo. Non ci sono invece differenze nel consumo di alcol tra gli assuntori di steroidi e la popolazione generale.
Uno studio condotto da DuRant e altri (1995) esamina le relazioni fra luso di altre droghe, partecipazione sportiva, duri allenamenti e performance scolastiche, in un campione di studenti della scuola secondaria americana. La frequenza di uso di steroidi anabolizzanti risulta essere significativamente associata con luso di altre droghe (eroina, cocaina, anfetamina, cannabis e alcool), in particolare il 51,5% di quelli che usano droghe iniettabili e fanno anche uso di steroidi anabolizzanti. In questo studio sono state isolate delle variabili "predittive" delluso di steroidi anabolizzanti quali luso di droghe iniettabili, luso di altre droghe, il genere maschile, luso di alcool e il sottoporsi a duri allenamenti. Lidentificazione di tali variabili ha comunque un valore metodologico per chi in futuro volesse esaminare il fenomeno.
Effetti psichiatrici
Gli effetti medici e i rischi di queste sostanze sono ben documentati ma gli effetti psichiatrici sono poco studiati. Gli assuntori di steroidi combinano, infatti, luso di tali sostanze con altre droghe, rendendo difficile la lettura dei sintomi associati solo allabuso di anabolizzanti. Inoltre i dosaggi usati dagli assuntori sono molto più alti di quelli usati in studi scientifici controllati.
Pope e Katz (1988) hanno osservato gli effetti psicotici associati alluso di anabolizzanti in due soggetti che avevano richiesto il ricovero in ospedale. Il primo soggetto era un uomo di 40 anni al quale erano stati prescritti 10 mlg di metiltestosterone per 2 volte il giorno in seguito ad un'impotenza idiopatica. Dopo due settimane di trattamento il soggetto ha presentato depressione maggiore, delirio di riferimento, allucinazioni visive ed uditive.
Il secondo soggetto era un uomo di 22 anni, bodybuilder che aveva assunto 15 mlg di metandrostenolone per 2 cicli di 8 settimane. Alla fine del secondo ciclo ha riportato forti sintomi depressivi e, in seguito, paranoia e delirio religioso. (Brower 1995)
I due pazienti furono trattati con neurolettici e rapidamente riportarono una remissione dei sintomi. E importante mettere in evidenza come nessuno dei due pazienti avesse lamentato problemi psichiatrici prima di questepisodio. Tutti e due, senza altre esposizioni a steroidi, sono rimasti psichiatricamente normali per più di due anni di follow up. Si può quindi pensare che la causa scatenante dellepisodio psicotico sia stata lassunzione di anabolizzanti.
Altri approfondimenti di queste osservazioni sono stati compiuti sempre da Pope e Katz nel 1987 e nel 1988. Nel primo studio sono state reclutate, attraverso avvisi posti nelle palestre di Boston e di Los Angeles, 31 persone che usavano steroidi anabolizzanti. La diagnosi psichiatrica fu fatta usando unintervista clinica strutturata. Sette soggetti riportarono sintomi psicotici quali allucinazioni uditive, delirio di riferimento, di grandezza, di gelosia, comportamenti maniacali e depressione. Per nessuno di questi soggetti era stato possibile riscontrare sintomi psicotici, nemmeno a livello latente, prima delluso di anabolizzanti .
Il secondo studio è stato condotto con la stessa metodologia su 41 bodybuilders e giocatori di football, assuntori di steroidi anabolizzanti.
Il 22% dei soggetti intervistati presentava sintomi di una sindrome distimica e il 12% sintomi psicotici quali depressione, allucinazioni, deliri e comportamenti maniacali. In generale si evidenzia come leuforia ed i comportamenti maniacali siano associati ai cicli d'uso, mentre la depressione si presenta durante lastinenza. Non sono riportate informazioni rispetto alla condizione psicologica precedente luso di steroidi.
Brower e Pope e Katz in due studi del 1992 riportano percentuali più basse di effetti psicotici in assuntori di steroidi anabolizzanti.
Shulte, Hall e Boyer (1993) in uno studio condotto in USA nel 1993 hanno messo in evidenza le conseguenze sociali delluso di steroidi. Oltre alla sintomatologia psichiatrica più volte descritta si aggiungono infatti serie alterazioni comportamentali. Gli autori riportano esempi di violenza domestica, danni alla persona, danni alla proprietà ed effetti criminogeni. Tali comportamenti regrediscono spontaneamente dopo la sospensione dei cicli d'uso. Tali autori evidenziano come nonostante gli effetti fisici e psichiatrici siano riconosciuti, permane nellopinione pubblica limpressione che le preoccupazioni per questi problemi siano esagerate. Questa opinione generalizzata porta a sottovalutare il problema e a sottostimarne le conseguenze sociali.
Beel nello studio del 1995 afferma che quasi la metà degli assuntori (48%) si sente più aggressiva, impaziente ed irritabile dopo aver assunto steroidi.
Porcerelli e al. (1995) ha tentato di definire il profilo di personalità dellassuntore di anabolizzanti. Ha selezionato 16 persone tra sollevatori di peso e bodybuilders assuntori di steroidi e li ha confrontati con 20 sollevatori di peso non assuntori. Sia al gruppo sperimentale che al gruppo di controllo è stato somministrato il Narcisistic Personality Inventory. Gli assuntori hanno riportato un alto livello di narcisismo e un basso livello di empatia al contrario del gruppo di controllo. Gli autori si chiedono quanto i tratti narcisistici spingano i soggetti ad usare steroidi oppure quanto ne siano una conseguenza causale.
Epidemiologia
In genere i dati che riguardano le percentuali di assuntori di sostanze stupefacenti nella popolazione generale vengono ottenuti tenendo in considerazione i seguenti indicatori: decessi per narcotismo acuto, numero di tossicodipendenti che sono in cura presso i servizi pubblici e privati, sequestri di sostanze. Nel caso dellabuso di sostanze anabolizzanti è quasi impossibile reperire questo tipo di informazioni ed è quindi molto difficile avere dati di prevalenza e di incidenza sul fenomeno. Gli studi fino ad oggi condotti nei vari paesi sono quasi esclusivamente studi "aneddotici", basati non su dati obiettivi ma su sondaggi ottenuti con autodichiarazioni anonime e volontarie. In Italia questa difficoltà è ancor più accentuata dal fatto che lo sport non è strettamente collegato allorganizzazione scolastica così come lo è nei paesi anglosassoni. Manca perciò in Italia la possibilità di avere dati da un universo statistico così importante come la struttura scolastica. I circuiti sportivi e il mondo delle palestre rimangono lunico canale dinformazione disponibile ma spesso in questo ambiente, ci si scontra con interessi diversi che non favoriscono la visibilità del fenomeno.
Conseguenza di questa situazione è lesistenza di un sommerso di persone difficili da intervistare e da coinvolgere; la realtà studiata è solo una piccola parte del fenomeno. Per questa serie di motivi, gli unici dati disponibili sullandamento del fenomeno sono ottenuti attraverso ricerche condotte in altri paesi, prevalentemente in Nord America, in Inghilterra ed in Australia.
Riportiamo di seguito alcuni degli studi più significativi, utili per una migliore comprensione del fenomeno.
Williamson (1993) ha svolto un sondaggio su 687 studenti di un college scozzese, ottenendo un alto tasso di risposta (92%). Il 5,4 % degli studenti intervistati ha ammesso di assumere steroidi anabolizzanti combinando la somministrazione orale a quella intramuscolare (il 4,4% di maschi e l1,0% di femmine). Letà di inizio è compresa tra i 15 e i 17 anni. Yesalis (1992) in uno studio analogo condotto nelle high school della Pennsylvania ha rilevato tassi di uso di steroidi tra il 4% e l11% per i maschi e tra lo 0,5% e il 2,5% per le femmine. Anche lo studio di Yesalis conferma che il periodo dellhigh school è un momento a rischio per linizio delluso di steroidi.
Sempre in Inghilterra, il "Liverpool Needle Exchange Service" (NXS) afferma che un quinto dei suoi utenti sono assuntori di steroidi anabolizzanti, costituendo in questo modo il secondo gruppo dopo i consumatori di eroina. Questo fenomeno è in aumento; si è infatti assistito ad un incremento del numero degli assuntori di steroidi anabolizzanti in relazione al numero totale degli assuntori di altre droghe.
Dalla tabella seguente, si può notare che dal 1991 al 1995, il consumo di eroina per via iniettiva è diminuito in cinque anni dal 71% al 64,1%, mentre si assiste ad un aumento di uso di steroidi per via iniettiva da 1,8% al 19,0%. (Lenehan 1996)
Tabella 3 - Liverpool Syringe Exchange Attenders. Droghe per via iniettiva
| Droghe usate | 1991 |
1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
| Eroina | 71,0% |
67,9% |
67,2% |
66,9% |
64,1% |
| Steroidi | 1,8% |
3,3% |
9,8% |
14,2% |
19,0% |
| Metadone | 15,4% |
16,3% |
10,9% |
7,9% |
6,9% |
Questo non è un fenomeno circoscritto alla sola area di Liverpool poiché è stato riscontrato anche nelle zone di Birmingham, Derby e St.Helens. E stato stimato, inoltre, che in tutta lInghilterra, gli assuntori di steroidi possono costituire il secondo gruppo di utilizzatori di sostanze e.v. dopo gli eroinomani.
Buckely, Yesalis, Anderson e al. (1988) hanno condotto un sondaggio con un questionario su 3403 studenti di 46 high school pubbliche e private. I risultati indicano che il 6,5% degli studenti hanno usato o usano steroidi. Letà di inizio è intorno ai 16 anni.
Nel 1990 il National Institute of Drug Abuse statunitense ha pubblicato un numero monografico dal titolo "Anabolic Steroid Abuse" nel quale vengono riportati i contributi di vari ricercatori, nellintento di offrire una visione globale del fenomeno. In questa review, nellarticolo di Goldstein viene citato uno studio condotto dalla Clinica Mayo nel 1988 che stima 1 milione di consumatori di steroidi anabolizzanti in America. Queste stime riguardano anche la tipologia degli assuntori. Si pensa infatti che il 96% dei giocatori di football americano e una percentuale tra l80% e il 99% dei maschi bodybuilders ha assunto steroidi. Sempre Goldstein riferisce di un sondaggio condotto in una high school di Miami dove il 65% degli studenti contattati ha ammesso di conoscere qualcuno che assume steroidi. Questo tipo di sondaggi, anche se a livello statistico sono poco significativi, possono essere utili perché, come dimostrano altre ricerche nel campo delle tossicodipendenze, il fatto di avere amici che assumono droga è uno dei maggiori fattori predisponenti luso.
Tra gli studi condotti, quello compiuto da Beel nel 1995 in Australia sembra avere una rilevanza epidemiologica maggiore in quanto ha cercato di fare un confronto tra campione studiato e popolazione generale. Il sondaggio è stato condotto su 750 soggetti di 15-29 anni rappresentativi della popolazione generale e 21 persone che usavano steroidi anabolizzanti della stessa età. Ai due campioni è stata somministrata unintervista strutturata sulle abitudini, il modo di pensare e i comportamenti riguardo luso di steroidi. Lintervista è stata somministrata telefonicamente o per posta. I tassi di uso rilevati nella ricerca variano tra 1,2% e il 3,2% per i maschi e tra lo 0,2% e il 2,0% per le femmine. Questi tassi sono molto simili a quelli trovati in Canada, dove uno studio nazionale riporta che il 2,8% degli studenti tra gli 11 e i 18 anni ha usato steroidi anabolizzanti, in particolare il 4,1% dei maschi e l1,5% delle femmine (National Survey on Drugs and Sport 1993). Nello studio canadese è evidente come luso di steroidi anabolizzanti aumenti con laumentare delletà: il 3% degli studenti maschi di 13-14 anni e il 7% degli studenti di età maggiore di 18 anni.
Sempre in Australia è stato stimato che durante il 1989 ci sono stati 15.000 assuntori di steroidi anabolizzanti. Un sondaggio nazionale condotto nel 1993 indica che 42.000 persone hanno usato steroidi anabolizzanti per motivi non medici rispetto ai 12.550 dellanno precedente.
Brower (1995) suddivide gli assuntori di steroidi anabolizzanti in tre gruppi:
In Australia con la Strategia Nazionale contro le Droghe (Beel 1996) sono stati identificati quattro gruppi di consumatori:
Nello studio condotto da Beel, un terzo degli utilizzatori è attualmente coinvolto in attività sportive quali bodybuilding, sollevamento pesi, football, rugby, arti marziali, nuoto e fitness personale. Poco meno della metà riferisce di avere usato steroidi anabolizzanti per essere più competitivi. Solo uno ha partecipato ad una competizione di bodybuilder.
Quasi la metà dei soggetti intervistati è impiegata in un lavoro dove la forza muscolare, laspetto fisico, la misura o limmagine corporea sono importanti per ottenere o mantenere il lavoro (buttafuori, militari, modelli, istruttori di ginnastica, guardie del corpo).
Dipendenza
La capacità di creare dipendenza degli steroidi anabolizzanti è stata accertata già nel 1980. Malgrado la mancanza di studi longitudinali che possano dare informazioni a lungo termine sulla dipendenza, ci sono stati molti studi che hanno osservato la dipendenza a breve termine.
Brower è stato il primo a chiedersi se era possibile ipotizzare una vera e propria tossicodipendenza da steroidi, poiché la definizione di tossicodipendenza indica luso della sostanza per i suoi effetti psichici. Con luso di anabolizzanti gli effetti psicoattivi non compaiono subito ma possono essere osservati dopo un uso prolungato. Tuttavia non vanno trascurati gli aspetti legati alla dipendenza malgrado non ne sia ancora stato scoperto il meccanismo a livello cerebrale.
Molti studi supportano lidea che gli steroidi anabolizzanti siano sostanze psicoattive. E interessante notare ancora come spesso i consumatori di steroidi combinino luso di tali sostanze con altre droghe. Questo aspetto deve far riflettere, in quanto la combinazione di più sostanze non è giustificabile con i motivi che solitamente spiegano il consumo di anabolizzanti (aumento massa muscolare etc.). Si può infatti ipotizzare che il consumatore di steroidi e soprattutto il poliassuntore sia spinto al consumo anche dagli effetti psicoattivi. Molto più spesso, però, possono essere sufficienti i soli effetti mioattivi a mantenere la dipendenza.
Spesso la dipendenza nasce entro lanno dallinizio delluso, bisogna però rilevare che non si nota dipendenza in soggetti che assumono steroidi sotto il diretto controllo del medico (a dosi moderate). Un fattore importante per linstaurarsi della dipendenza è infatti luso ad alte dosi e per lunghi periodi. Brower descrive studi in cui la percentuale di assuntori di anabolizzanti per uso non medico che riporta dipendenza oscilla tra il 14% e il 57%.
In genere gli assuntori di steroidi conoscono i rischi dellabuso sul piano degli effetti acuti e non su quello della dipendenza.
In uno studio recente Brower (1993) riporta i seguenti sintomi di dipendenza così come sono classificati nel DSMIII: astinenza, tolleranza, perdita di controllo, uso di sostanze malgrado le conseguenza negative. I sintomi tipici dellastinenza da steroidi sono: depressione, astenia, agitazione, perdita dellappetito, insonnia, riduzione della libido e cefalea.
Durante lastinenza si possono distinguere due momenti: una prima fase in cui i sintomi astinenziali sono molti simili a quelli dellastinenza da oppiacei (Brower 1991) ed una seconda fase in cui la brusca interruzione di steroidi provoca sintomi da accentuazione iperadrenergica; in particolare sembra esserci una reazione astinenziale ritardata analoga a quella della cocaina. Durante lastinenza la depressione può diventare così severa da portare ad idee suicide.
La tolleranza già dimostrata in studi su animali negli anni 50, è stata rilevata da Brower (Brower 1995) nel 18% dei casi sugli uomini.
Anabolizzanti e infezione da HIV
Un aspetto che negli ultimi anni è stato preso in considerazione dagli studiosi che si occupano del fenomeno "steroidi anabolizzanti", riguarda il rischio che lassuntore di steroidi ha di contrarre linfezione da HIV. La possibilità di trasmissione di altre infezioni, vista la provenienza illecita e quindi non controllata di tali sostanze era già stata riconosciuta.
Studiando più da vicino le persone che assumono steroidi è stato notato lutilizzo frequente di siringhe non sterilizzate e a volte anche lo scambio delle stesse. Questa abitudine, come è noto, aumenta la possibilità di trasmissione dellHIV.
Fino ad oggi i casi di HIV riportati in letteratura sono tre. Il primo caso (Sklarek e al. 1984) si riferisce ad un soggetto omosessuale di 37 anni affetto anche da HBV, ma che aveva avuto diversi comportamenti a rischio: comportamenti omosessuali, assunzione di altre droghe per via parenterale e scambio di siringhe per due anni. Queste informazioni rendono poco significativo il caso in quanto è impossibile risalire alle modalità duso di steroidi come unica causa nella trasmissione dellinfezione da HIV.
Il secondo caso si riferisce ad un uomo trovato positivo al test dellHIV in Florida. La causa dellinfezione è stata imputata ad una siringa infetta usata per iniettare steroidi anabolizzanti (fonte del Comitato Olimpico USA, 1988).
Più recentemente, Scott e Scott 1989, riportano il caso di un bodybuilder di 26 anni, sieropositivo, che per tre anni ha assunto anabolizzanti rifornendosi al mercato nero. E interessante notare lassoluta mancanza di altri comportamenti a rischio che accredita lipotesi che il soggetto abbia contratto lHIV solo ed esclusivamente con pratiche associate luso di steroidi.
Scott e Scott fanno notare come politiche di riduzione del danno quali la sensibilizzazione del medico a questo problema, la sterilizzazione delle siringhe ed il monouso delle stesse potrebbero essere un valido aiuto nellaffrontare questi aspetti del fenomeno.
In Inghilterra e in Australia i servizi di informazione sulle tossicodipendenze hanno messo a punto programmi di riduzione del danno specifici per gli assuntori di steroidi anabolizzanti.
Trattamenti
Nelle esperienze degli altri paesi, gli assuntori di steroidi anabolizzanti in genere richiedono laiuto di un medico in seguito a complicazioni fisiche o psichiatriche. In tutti i casi di uso non medico lastensione è lobiettivo da raggiungere. Durante la fase iniziale, lattenzione del medico si deve focalizzare soprattutto sui sintomi dellastinenza, poiché in questa fase si possono osservare idee suicide e depressione in forma così grave da richiedere lospedalizzazione. La terapia di supporto per il trattamento dellastinenza include rassicurazione, educazione e counselling. (Brower 1993).
La terapia farmacologica di supporto non è stata particolarmente approfondita anche se gli antidepressivi sono sicuramente i farmaci più idonei per curare la depressione durante lastinenza.
Per la terapia del dolore vengono usati farmaci antinfiammatori; la terapia endocrina per riequilibrare la funzionalità del sistema ipotalamo-pituitario-corticosurrene.
Una volta che è superata lastinenza e gli effetti collaterali sono sotto controllo, il trattamento dovrebbe essere focalizzato sul mantenimento dello stato drug-free e sullapprofondimento dei fattori psicosociali che hanno determinato lassunzione, allo scopo di prevenire eventuali ricadute. Lo scopo della terapia dovrebbe essere quello di ridare al paziente una adeguata percezione del proprio corpo.
La remissione dei sintomi con o senza trattamento è stata poco studiata. Studi a lungo termine su questo argomento potrebbero dare indicazioni utili per limpostazione della cura. In alcuni paesi europei sono stati messi a punto programmi di informazione e di educazione sulluso di steroidi anabolizzanti.
Goldberg (1990) fa notare come questi programmi debbano essere ripensati poiché è stato osservato che malgrado laumentata consapevolezza degli effetti negativi, non si è modificato il comportamento degli assuntori.
Esiste una "relazione negativa" tra il livello di conoscenza e il modo di pensare. E stato visto che leducazione sulle droghe non è correlata al modo di pensare e appare perfino avere un impatto negativo dopo lintervento. Si esprime la necessità di riconsiderare le strategie usate per dissuadere i giovani atleti dallusare queste droghe.
Littlepage e Perry (1993) in uno studio analogo condotto nel Galles hanno messo in risalto come le nuove conoscenze sui danni delle sostanze non modificano il comportamento successivo. Gli autori confermano la necessità di programmi informativi più ampi che includano sia messaggi sullastensione che sulla riduzione del danno.
Seguendo la stessa linea Shotliff e Aasante (1993) affermano che dovrebbe entrare nella normale pratica medica laccertamento di abuso di sostanze anabolizzanti.
E necessario infatti che lindagine diagnostica non interessi solo giovani con una struttura muscolare ben strutturata ma riguardi anche soggetti che presentano patologie potenzialmente correlate alluso di queste sostanze. In modo particolare, sostengono gli autori, bisognerebbe prestare attenzione a tutti coloro che presentano dolori aspecifici al petto.
Golberg (1996) riporta uno studio elaborato dal Dipartimento di Promozione della Salute dellOregon, che ha impostato un programma rivolto alle squadre di football americano di 31 scuole superiori, sperimentato su 702 giocatori adolescenti confrontati con un gruppo di controllo di 804 coetanei. Il programma denominato ATLAS (Addestramento per Adolescenti ad Apprendere come evitare luso di Steroidi Anabolizzanti) consiste in incontri durante i quali oltre ai danni provocati dagli steroidi si parla delle alternative nutrizionistiche e di allenamento per migliorare le prestazioni con sedute dimostrative e con tecniche di coinvolgimento dellintera squadra. Rispetto ai controlli i ragazzi sui quali è stato sviluppato lintervento hanno acquistato una migliore conoscenza sugli effetti degli steroidi anabolizzanti, una consapevolezza maggiore del rischio di venire "intrappolati" in questo tipo di problema, un aumento dellautostima e della fiducia in se stessi, un miglioramento della qualità della nutrizione.
Aspetti legislativi
Il nostro sistema normativo risulta sprovvisto di una legge che disciplini in modo organico la materia degli anabolizzanti. Questa trova una sua prima disciplina solo rispetto alle tabelle delle sostanze dopanti.
In ambito sportivo, a livello agonistico, si è sempre sentita la necessità di un disposto legislativo per combattere luso di sostanze atte a modificare artificialmente le energie naturali degli atleti.
Nel 1971, infatti, nel nostro paese, questa esigenza trovò la sua prima applicazione nella legge 1099 che disciplina la tutela sanitaria delle attività sportive e allarticolo 3 recita "Gli atleti partecipanti a competizioni sportive che impiegano o detengono, al fine di modificare artificialmente le loro energie naturali, sostanze che possono risultare nocive alla loro salute, sono puniti con sanzioni pecuniarie".
Le stesse sanzioni sono previste per chi somministra le predette sostanze agli atleti con un aumento di ammenda se trattasi di dirigenti di associazioni sportive o allenatori o ancora se il reato è commesso nei confronti di atleti di età inferiore a 18 anni.
Il D.M. 5-7-1975, in riferimento alla legge 1099, elenca le sostanze che gli atleti partecipanti a competizioni sportive non possono assumere al fine di modificare artificialmente le loro energie naturali. Tale decreto non ha trovato applicazione per lincompletezza delle sostanze elencate e perché non prevede gli anabolizzanti. Questa assenza è, forse, da ricondurre al fatto che allepoca queste sostanze erano poco note e non erano ancora correlate al doping.
Successivamente sono state presentate alla Camera dei Deputati varie proposte di legge basate sulla 1099 le quali prevedono un aggiornamento dellelenco delle sostanze e unattivazione autonoma delle regioni. Tali proposte non hanno avuto alcun esito.
Le tabelle alle quali lo Stato italiano, attualmente, fa riferimento sono quelle indicate dal Comitato Internazionale Olimpico, recepite dalla convenzione del Consiglio dEuropa del 1989 le quali contengono gli steroidi anabolizzanti.
A livello mondiale sono state organizzate apposite conferenze nelle quali sono stati discussi questi argomenti ed è stato richiesto esplicitamente a tutti gli Stati di includere nella propria legislazione misure restrittive atte ad ostacolare il dilagare delluso di sostanze nocive nelle competenze sportive. Tali misure riguardano la produzione, limportazione, lesportazione, la distribuzione, la vendita di sostanze dopanti ed in particolare di steroidi anabolizzanti.
Dalla nostra analisi risulta evidente che le iniziative, gli studi, gli sforzi fatti riguardano esclusivamente luso di sostanze nella pratica sportiva agonistica e quindi il doping. E invece ancora poco studiato luso di steroidi anabolizzanti nelle attività ricreative e amatoriali.
Conclusioni
Dallo studio compiuto nella letteratura internazionale appare evidente come luso di steroidi anabolizzanti in questi ultimi anni si sia spostato dalla pratica sportiva professionale allo sport amatoriale e ad ambiti "occupazionali" particolari (buttafuori, ballerini, attori, modelli, esteti). Sempre di più sono infatti le persone che si rivolgono al medico in seguito ad un abuso di steroidi, denunciando un uso puramente ricreativo: aumentare la performance, laspetto fisico e labilità al combattimento
Quello che è apparso ai nostri occhi non è quindi un solo problema sportivo ma soprattutto sociale e sanitario.
La mancanza di informazioni sulle conseguenze delluso di tali sostanze, la facilità di reperimento delle stesse, la scarsa igiene nelle preparazioni e nella pratica di assunzione, non hanno permesso lemergere del fenomeno ma al contrario hanno facilitato la sua diffusione e il suo aggravamento. Inoltre, la difficoltà dellassuntore di steroidi di percepirsi come tossicodipendente e il fatto che lassunzione non avviene nei tipici ambienti marginali del tossicodipendente ma nelle palestre e negli istituti di bellezza porta lo stesso a non avere la piena consapevolezza del problema e quindi a non affrontarlo.
Forte è quindi la necessità di mettere a punto ricerche ed analisi per approfondire il fenomeno, il contesto psicologico e sociale delluso per costruire la base di un piano di prevenzione innovativo mirato.
Interessante in questo senso ci sembrano essere le iniziative prese da vari paesi nel campo della riduzione del danno. Queste comprendono non solo informazioni chiare ed adeguate sui rischi dellabuso di anabolizzanti ma anche programmi nutrizionali educativi e training sportivi specifici per raggiungere gli stessi risultati senza luso di queste sostanze.
Bibliografia