BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO

ANNO XXI 1998,  no. 2

II. Sintesi della Terza Conferenza Europea degli Operatori delle Tossicodipendenze (Bologna, 5-7 febbraio 1998)

 

 

Sembra opportuno presentare l'appello di Bologna che parte dal principio che non vi potrà essere una politica sociale comune della sanità pubblica nella Unione se non si stabilisce una politica coerente nei confronti delle droghe.

Finora ha prevalso, nell'insieme delle iniziative in materia, l'influenza proibizionistica americana sancita dall'Atto Unico di Vienna. E’ stata sopratutto la diffusione dell'AIDS ad imporre misure di riduzione del danno. Ma il senso dell'appello è quello di individuare un ruolo europeo caratterizzato da un approccio più umano, più sociale e, sopratutto, più efficace. Ciò richiede di negoziare modifiche all'Atto Unico di Vienna attraverso il superamento del clima di "guerra alle droghe".

La politica europea deve basarsi su criteri comuni di qualità che non significhi standardizzazione burocratica ma definizione comune di etiche, di pragmatismo, di approccio professionale, di verifiche e di operatività interdisciplinare, non essendovi alcun monopolio.

Nel settore della prevenzione i rischi dovranno essere differenziati a seconda dei prodotti e dei comportamenti del consumo, attraverso metodi di educazione basati sulla responsabilità individuale e collettiva piuttosto che sulla proibizione; è opportuno fare incontrare i residenti con i consumatori di droghe, sviluppare campagne di informazione sull'ecstasy nelle serate rave senza escludere le sperimentazioni di iniezioni presso locali controllati.

Nel settore delle terapie il primo obiettivo deve essere quello di proteggere i consumatori migliorandone la condizione psico-sociale e venendo incontro ai loro bisogni immediati prima ancora di inserirli in un programma di detossificazione. I tempi terapeutici devono consentire lo stabilirsi di relazioni umane. Va diminuito l'intervallo fra le prime esperienze di droga ed il ricorso a servizi di aiuto e di consulenza; l'offerta di terapie deve essere diversificata e non escludere la distribuzione di opppiacei sotto controllo medico e in casi selezionati il ricorso all'eroina per iniezione.

Dal punto di vista sociale è indispensabile che vengano mantenuti i diritti di assistenza, mentre l'indirizzo costante deve essere quello dell’integrazione sociale attraverso forme particolari di lavoro, aprendo iniziative di accoglienza e favorendo rapporti culturali. Non si propone una contrapposizione con l'azione della polizia e della magistratura ma attraverso la collaborazione con la sanità pubblica deve ridursi la tendenza all'esclusione ed all’emarginazione dei tossicodipendenti.

L'appello insiste sull'esigenza di mantenimento dei diritti civili e del collocamento del tossicodipente al di fuori della attuale situazione intermedia fra il deliquente ed il malato, mentre è essenziale mantenere la libertà di scelta di cura e di movimento in tutta Europa con la garanzia di poter usufruire del proseguimento del trattamento.

A tal fine l'appello si rivolge all'UE perchè solleciti i governi europei a:

L'impegno dei sottoscrittori è quello di difendere questi principi in tutte le sedi iniziando dai propri servizi.

I seminari hanno riguardato:

Settore della valutazione dei trattamenti:

Settore della formazione:

Settore della prevenzione:

Settore degli standard di qualità nelle Comunità Terapeutiche (CT):

Settore delle minoranze etniche:

Settore sulla riduzione del danno:

Riflessioni sull'evoluzione dei modelli clinici:

Settore sulla famiglia e la genitorialità:

Sulle terapie alternative l'esperienza di Glasgow è stata già segnalata; sembra invece importante segnalare:

In un atelier sull'influenza dei media ci si è domandato (Bollier - Friburgo) fino a che punto i media tengono conto dell'opinione dei tossicodipendenti e si ricerca l'andamento della impostazione dei messaggi e l'obiettività della descrizione della realtà.

Un altro atelier è stato dedicato al reinserimento sociale:

L’atelier sulla rappresentanza dei consumatori di droghe:

L’atelier sulla differenza tra maschi e femmine nelle TD:

L’atelier sulle ricerche:

Sappiamo che la mania del gioco d'azzardo viene oggi inclusa fra le dipendenze (gambling):

In un atelier sui Centri Diurni e strutture intermedie:

L’atelier sulle prigioni:

L'atelier sulla prostituzione:

L’atelier sull'alcool:

In conclusione:

E’ difficile e forse arbitrario trarre da una raccolta di abstract indicazioni esaustive ed indicative, sia per l'incompletezza dell'invio di abstract da parte dei partecipanti, sia per la natura stessa di riassunto. Tuttavia si è cercato di indicare alcune esperienze che di per se stesse indicano l'utilità di un raffronto sul piano europeo. Per chi ha partecipato ai primi incontri del Gruppo Pompidou sembra essere superato lo stadio delle contrapposizioni e si realizza sempre più quello delle collaborazioni.