BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO

ANNO XXI 1998, supplemento al no 1

Valutazione degli aspetti comunicativo emotivo e relazionali di utenti afferenti ai C.A.T.

Federica Solari*, Giovanni Giannelli**, Roberto Bolzani***

 

Riassunto

Alla luce di risultati ottenuti in precedenti studi e delle conoscenze disponibili, la strategia del gruppo di auto-aiuto, risulta essere una delle più efficaci nell’ottenere l’astinenza dall’alcol e la riabilitazione del paziente. Scopo del seguente studio è la valutazione sperimentale del cambiamento dello stile di vita percepito da 83 soggetti con problemi alcolcorrelati, in astinenza alcolica. In specifico, dopo lo svolgimento di uno studio pilota, le tre variabili analizzate sono state: autorealizzazione, capacità comunicative, integrazione sociale. Per testare i due gruppi in cui sono stati suddivisi i soggetti è stato utilizzato un questionario anonimo e strutturato, e la valutazione della scala SI del questionario MMPI. Attraverso l’elaborazione statistica dei risultati ottenuti, si evince, come le "strutture" di auto-mutuo-aiuto, in specifico i Club Alcolisti in Trattamento, contribuiscano in modo significativo a rafforzare nelle persone la percezione delle proprie potenzialità e risorse. La ricerca dimostra quindi come la strategia d'intervento per i problemi alcolcorrelati si fondi sull’interazione funzionale tra le diverse istituzioni della comunità, insieme con tutte le risorse presenti sul territorio.

Parole chiave: Alcolismo, Gruppi di auto-aiuto, Comunicazione, Socializzazione, Emozioni espresse

 

Abstract

Evaluation of the communicative, emotional and social integration aspects in alcoholic subjects under treatment with Hudolin’s method

In light of results achieved in previous studies and of the available knowledge on the argument, it can be stated that the self-help groups strategy is one of the most effective in obtaining the abstinence from alcol and the rehabilitation of the subject. The purpose of this study is the experimental evaluation of the change in life-style perceived by 83 subjects with alcohol-related problems, in alcoholic abstinence. Specifically, after a "pilot study", three variables have been analyzed: self-fulfillment, communication abilities, social integration. Subjects, divided into two groups, were administered an anonymous and structured questionnaire and the evaluation of SI scale of MMPI questionnaire. Through the statistic elaboration of the results obtained, our analysis showed how the self-help structures, and in particular, the ones applying the Hudolin’s method contribute to strengthen the perception of the potentialities and resources in subjects with alcohol-related problems .The research demostrated how the strategy of interventation for alcohol-related problems is founded on the functional interaction among the different community institutions and all the existing resources on the territory.

Keywords: Alcoholism, Self-help group, Communication, Socialization, Expressed emotions

 

 

Premessa

In questi anni, in risposta ad esplicite richieste, sono sorte sul territorio Nazionale diverse esperienze significative volte all’accoglienza, al trattamento e alla riabilitazione degli alcoldipendenti e delle loro famiglie. Particolare rilevanza ha avuto la collaborazione tra pubblico, volontariato e gruppi di auto-mutuo aiuto nell’avviare programmi territoriali rispetto ai problemi alcolcorrelati, evidenziando così un alto grado di integrazione tra pubblico e privato. Oggi, alla luce dei risultati già ottenuti e delle conoscenze disponibili, la strategia del gruppo di auto-aiuto è una delle più efficaci nell’ottenere l’astinenza dall’alcol e la riabilitazione del paziente. Se infatti, il primo obiettivo del trattamento è quello di interrompere l’uso di sostanze e di trattare le eventuali complicanze organiche, l’obiettivo complemen-tare deve essere quello di aiutare il paziente a ricostruire ciò che la sostanza ha demolito: riorganizzare la sua vita, restaurare le sue capacità relazionali, aiutarlo a ritrovare la sua piena autonomia, recuperare un equilibrio soddisfa-cente in assenza della sostanza.

Dallo studio dei rapporti di collaborazione tra Ser.T e Associazioni di auto-aiuto, in specifico i Club Alcolisti in Trattamento, è nata la seguente ricerca: un’indagine trasversale della situazione Romagnola riguardo gli aspetti emotivi, comunicativi e relazionali di due gruppi di utenti ex-alcolisti, trattati secondo due metodologie diverse: terapia farmacologia con Disulfiram e GHB farmaci rispettivamente avversivanti e anti-craving e associazione di auto-aiuto (C.A.T.).

La ricerca è volta a dimostrare quanto incide il trattamento intrapreso, volontariamente dal soggetto, nella percezione di cambiamento del proprio stile di vita.

 

Obiettivi

Scopo della ricerca è stata la valutazione sperimentale del cambiamento dello stile di vita percepito da 83 soggetti con problemi alcolcorrelati. In specifico si è valutata: l’autorealizzazione intesa come: capacità d’imparare dall’esperienza, accettazione e rielaborazione della propria storia personale, coerenza con le proprie scelte di vita, creatività, capacità di trovare soddisfazione nelle attività svolte, autostima e capacità di prendere coscienza della propria dignità nel rapporto con gli altri, le capacità comunicative intese come: capacità di comunicare con chiarezza e sincerità, capacità di verbalizzare i propri bisogni e capacità di esprimere le proprie emozioni, l’integrazione sociale intesa come: migliore integrazione sociale e lavorativa, capacità di sentirsi un cittadino, miglioramento del proprio adattamento all’ambiente, capacità di rapportarsi con le istituzioni, adeguamento alle norme, sincronizzazione sui tempi e i ritmi della società.

Le tre variabili in studio, sono state ricavate da un documento della Regione Emilia Romagna, dell’Assessorato alla Sanità e ai Servizi Sociali. Il documento indica "Gli aspetti della persona e della vita del Tossicodipendente sui quali l’attività dei Servizi deve produrre risultati". E’ stato utilizzato un documento riferito alle tossicodipendenze, perché al momento dell’inizio della ricerca, non esisteva a livello Regionale un documento simile per il problema dell’alcoldipendenza. Nonostante ciò, i tre indicatori scelti, rispetto ai 22 disponibili, si sono dimostrati del tutto congrui allo studio intrapreso.

 

Ipotesi della ricerca

La ricerca è stata svolta somministrando il questionario a 83 soggetti, divisi in due gruppi, che risultano, secondo la logica dello studio sperimentale, così rappresentati:

- Gruppo Sperimentale: utenti afferenti ai C.A.T., 51 soggetti.

- Gruppo di Controllo: utenti trattati farmacologica-mente con Disulfiram e GHB, e colloqui di sostegno svolti da operatori del Ser.T., 32 soggetti.

 

Studio pilota

Per salvaguardare lo studio da possibili critiche si è ritenuto necessario, dopo la costruzione del questionario, condurre uno studio pilota per individuare i possibili difetti di procedimento, di linguaggio, forma e comprensibilità degli items. Lo studio è stato condotto nella città di Piacenza, su un gruppo di 11 soggetti con le caratteristiche richieste dalla ricerca.

Preoccupazione principale è stata quella di eliminare ogni ambiguità dalle voci del questionario e misurare mediamente quanto tempo un soggetto impiegava nella compilazione dello stesso. Una volta apportate le modifiche, il questionario è stato distribuito nelle zone di ricerca selezionate.

Nella presentazione preliminare, a tutte le persone contatttate è stata richiesta l’approvazione di partecipa-zione, attraverso un breve stampato, consenso informato, che aveva lo scopo di garantire la completa riservatezza e informare sugli aspetti della ricerca che avrebbero potuto influenzare la volontà a partecipare. E’ stata rispettata la libertà del singolo sia di rifiutare di partecipare all’esperimento, che di ritirarsi da esso durante il suo svolgimento.

Ai soggetti è stato rivelato lo scopo dell’esperimento, unitamente ai risultati ottenuti, in modo tale che l’esperienza abbia avuto per loro il massimo valore educativo e personale possibile.

 

Materiali e metodi

Strumento d’indagine

Per testare i due gruppi è stato utilizzato un questionario, anonimo e strutturato appositamente elaborato. Questa scelta può apparire costrittiva, in quanto rinchiude il soggetto in un modo di risposta particolare; essa può apparire anche troppo influenzante, perché fornisce ai soggetti delle modalità di risposta prescelte, inoltre lo strumento del questionario può essere considerato "soggettivo", nella misura in cui il ricercatore lo costruisce ad immagine della propria rappresentazione del tema considerato.

Ciononostante, sono stati scartati i metodi del colloquio e dell’intervista essenzialmente per i problemi che essi pongono nel momento dell’analisi dei contenuti; analisi che, più di ogni altra tecnica è subordinata alla discrezionalità del ricercatore.

La ragione principale della scelta di una tecnica definita dagli sperimentatori "chiusa" consiste nella volontà di raccogliere le risposte dei soggetti in condizione di osservazione rigorosamente definite, in funzione delle ipotesi di partenza.

Una metodologia di osservazione "aperta" (come il colloquio), avrebbe certamente e comunque fornito dei risultati. Tuttavia, mancando di un insieme di risposte comuni a tutti gli intervistati, si sarebbe rimasti nella impossibilità effettiva di confrontare realmente, sull’insieme degli items proposti, i due campioni della nostra popolazione.

Non essendo però utilizzato, per la valutazione dei soggetti, un questionario standardizzato, si è ritenuto necessario procedere ad un controllo degli items proposti e oggetto di elaborazione statistica. Ad ogni item oggetto di studio, è stato affiancato un corrispettivo item di controllo. Le coppie di domande, così costituite, sono state confrontate con il Test di Mc Nemar per misurare l’omogeneità dell’aspetto specifico della variabile proposta.

I risultati di questo confronto sono stati soddisfacenti: risultano infatti omogenee, cioè misurano effettivamente il medesimo aspetto della variabile, 11 coppie di items rispetto alle 19 coppie proposte, rendendo così i risultati del questionario ancora più attendibili.

 

Struttura del questionario

Il questionario è stato così strutturato: una scheda anagrafica, che consentiva la raccolta d'informazioni riguardo età, sesso, luogo di nascita, residenza, situazione familiare, titolo di studio, anni d'abuso d’alcol, mesi d'astinenza, mesi di trattamento, e costituito da 97 items a risposta chiusa (V/F) per valutare le tre variabili.

Tra i 97 items erano inseriti, in modo del tutto arbitrario, anche i 44 items della scala SI (introversione sociale) del questionario MMPI (forma ridotta), per ricavare una valutazione generale delle effettive variabili di personalità, dei soggetti analizzati.

L’utilizzo "particolare" e del tutto arbitrario della suddetta scala, si è reso utile per verificare se i due gruppi studiati, fossero effettivamente omogenei per quel che riguardava la tendenza all’isolamento e all’introversione, la sensibilità, i sensi d’insicurezza e ansietà: per potere poi contrapporli a quello che essi percepivano rispetto la propria autorealizzazione, le capacità comunicative e l’integrazione sociale.

Tra i questionari di personalità disponibili, è stato scelto l’MMPI proprio perché anche nella sua forma grafica è quello che maggiormente assomiglia agli items costruiti appositamente per la ricerca, quindi non crea un effetto di dissonanza al soggetto, inoltre perché contiene la scala riguardante l’introversione sociale: i suoi items, si riferiscono a difficoltà sperimentate in situazioni sociali, la scala rivela la tendenza all’isolamento, e all’introversione, come contrapposte alla partecipazione sociale, elementi sicuramente da valutare nell’analisi di un utente che ha avuto problemi di dipendenza da sostanze.

Non tutti gli items sono stati oggetti d’analisi, alcuni sono stati inseriti, esclusivamente con funzione di controllo degli items oggetto di studio, gli altri perché, al soggetto intervistato non fosse chiaro l’argomento della ricerca.

 

Dimensionamento campione

Per quel che riguarda il campione di soggetti studiati, si è cercato di condurre lo studio su un campione che fosse sufficientemente rappresentativo di entrambe le realtà presenti sul territorio Regionale. Il numero dei soggetti di entrambi i gruppi corrisponde a quanti, sia all’interno dei Club, sia all’interno dei Ser.T, hanno dato la propria disponibilità a partecipare allo studio.

Dalla valutazione delle schede anagrafiche risulta che la maggioranza dei soggetti afferenti ai C.A.T. (85%) hanno avuto i primi contatti per la disintossicazione con il Ser.T. di appartenenza, il quale li ha indirizzati, in media dopo 2 colloqui e senza prescrizione di terapie farmacologiche, ai gruppi di auto-aiuto. Il secondo "canale" di invio ai club, risulta essere informale e quindi senza prescrizione di farmaci specifici, tramite il volontariato sociale.

Per quanto riguarda i soggetti del gruppo di controllo, dalle schede anagrafiche si evidenzia che la quasi totalità (91%) non ha mai partecipato a gruppi di auto-aiuto, mentre il restante 9% ha chiesto il supporto di un trattamento farmacologico dopo aver provato l’esperienza dei C.A.T. o degli Alcolisti Anonimi.

Gruppo sperimentale: il questionario è stato somministrato a 51 soggetti afferenti ai C.A.T., con una frequenza media ai gruppi di 2 anni e 8 mesi e così distribuiti sul territorio.

Cesena

7

Faenza

10

Forlì

21

Lugo

13

Rimini

0

Femmine 15  
Maschi 36  
età media 51 anni  

 

Gruppo di controllo: sono stati valutati i questionari di 32 utenti afferenti ai SerT del territorio, con una frequenza media al Servizio di 2 anni e 3 mesi.

Cesena

16

Faenza

2

Forlì

4

Ravenna

6

Piacenza

4

Riccione

0

Rimini

0

Femmine 11  
Maschi 21  
età media 42 anni  

 

Elaborazione dei dati

Il confronto delle frequenze delle risposte positive e negative fra i due gruppi esaminati, è stato effettuato utilizzando il test c 2 per le tavole di contingenza con la correzione di Yates per la linearità. Inoltre è stata condotta un’ulteriore elaborazione statistica sull’omogeneità delle domande. Ad ogni item studiato, ne è stato accoppiato uno di controllo. L’omogeneità delle risposte accoppiate è stata valutata con il test di Mc Nemar, fondato sull’ipotesi, che si abbia la stessa probabilità di avere discordanze dovute a risposte positive nel primo item e negative nel secondo, e discordanze, dovute alla situazione opposta, risposte cioè negative nel primo item e positive nel secondo.

L’utilizzo della scala SI (MMPI), introversione sociale, è stato utile per ricavare un risultato generale delle effettive variabili di personalità, dei soggetti analizzati, relative alle difficoltà sperimentate in situazioni sociali, grado di sensibilità, sensi d’insicurezza e ansietà.

Nella valutazione alle risposte dei soggetti, non è stato possibile utilizzare la taratura italiana di Nencini e Belcecchi(1973), questo per i motivi di somministrazione del questionario: esso infatti non è stato presentato in nessuna delle sue forme standardizzate (completa, ridotta, abbreviata.); inoltre le domande, pur mantenendo il proprio ordine numerico, sono state randomizzate tra quelle delle altre tre variabili in studio.

I punteggi per queste risposte sono stati assegnati secondo uno schema che prevedeva l’assegnazione di un punto per ogni risposta valutata positiva agli effetti della introversione sociale e zero punti in caso contrario.

Il confronto fra i punteggi della scala relativa al questionario MMPI, è stato eseguito valutando per ciascun soggetto, il numero di risposte positive rispetto la scala di introversione sociale; le medie dei punteggi così ottenuti nei due gruppi sono state confrontate attraverso l’analisi della varianza.

 

Risultati

MMPI

Le medie dei valori così determinati sono state di 23.3 (D.S. 5.1) per il gruppo sperimentale e di 24.3 (D.S. 4.5) per il gruppo di controllo. La differenza fra le due medie non è risultata significativa all’analisi della varianza (p=0.35).

Attraverso l’analisi dei punteggi così ottenuti, è stato possibile constatare che i due gruppi partivano dal medesimo livello, i due gruppi cioè non riportavano differenze significative nella loro costituzione.

Inoltre non è risultato significativo (p=0.68) il rapporto tra i mesi di astinenza e l’appartenenza ad un gruppo, oppure ad un altro.

Il periodo medio di astinenza è risultato di 1.8 mesi ( D.S. 1.9) per il gruppo sperimentale e di 1.7 mesi ( D.S. 3.1) per il gruppo di controllo.

Questi dati, fanno quindi ritenere che le differenze riportate nelle variabili valutate nel questionario, fossero effettivamente dovute al tipo di trattamento ricevuto e non a variabili di personalità dei soggetti.

AUTOREALIZZAZIONE:

L’indagine è stata condotta valutando le risposte ai seguenti items:

Tema della domanda

Item valutato

Item di controllo

Presa di coscienza della propria dignità nel rapporto con gli altri

item n. 63

item n. 16

Accettazione ed elaborazione della propria storia personale

item n. 71

item n. 21

Capacità di trovare soddisfazione nelle attività svolte

item n. 74

item n. 85

Capacità d’imparare dall’esperienza

item n. 91

item n. 21

Sul campione di soggetti analizzati, la differenza tra i due gruppi, eccetto che per l’accettazione ed elaborazione della propria storia personale (item 71) risulta ampiamente significativa. Il gruppo di soggetti che frequenta i C.A.T., rispetto al gruppo di controllo, seguito farmacologicamente e con terapia di supporto, dimostra: un’aumentata capacità d’imparare dall’esperienza passate, di ricavare soddisfazione nelle attività svolte, così come una maggiore presa di coscienza della propria dignità nel rapporto interpersonale.

 

Crede di avere una propria dignità nel rapporto con gli altri?

R63

NO

SI

totale

Sign

C.A.T.

1

49

50

 
CONTROLLI

10

22

32

 
totale

11

71

82

0.00054

 

Ritiene di aver accetto il suo passato da alcolista?

R71

NO

SI

totale

Sign.

CAT

17

34

51

 
CONTROLLI

16

16

32

 
totale

33

50

83

0.20065

 

Ritiene di avere maggiore disponibilità a fare progetti per l’avvenire?

R74

NO

SI

totale

Sign.

CAT

10

39

49

 
CONTROLLI

16

16

32

 
Totale

26

55

81

0.01092

 

Oggi ha capito il perché del suo comportamento a rischio?

R91

NO

SI

totale

Sign.

CAT

6

45

51

 
CONTROLLI

18

13

31

 
totale

24

58

82

0.00002

I risultati dell’analisi degli items di controllo, concordano tutti con i risultati ottenuti, indicando una significativa differenza tra i due gruppi.

 

Le capita di pensare spesso "nessuno oggi ha più fiducia in me e nelle mie possibilità?

R16

SI

NO

totale

Sign.

CAT

15

36

51

 
CONTROLLI

23

9

32

 
totale

38

45

83

0.00038

 

Crede che la sua passata esperienza sia solo come alcolista sia solo un momento da dimenticare?

R21

SI

NO

totale

Sig.

CAT.

22

29

51

 
CONTROLLI

22

10

32

 
totale

44

39

83

0.04040

 

Riesce a coltivare interessi che prima aveva messo da parte?

R85

NO

SI

totale

Sign.

CAT

10

41

51

 
CONTROLLI

17

15

32

 
totale

27

56

83

0.00337

 

Capacità comunicative:

L’indagine è stata condotta, valutando le risposte ai seguenti items:

Tema della domanda

Item valutato

Item di controllo

Capacità di verbalizzare i propri bisogni

Item n. 15

Item n. 31

Capacità di comunicare con chiarezza e sincerità

Item n. 43

Item n. 22

Capacità di verbalizzare la propria storia personale

Item n. 46

Item n. 77

Capacità di esprimere le proprie emozioni

Item n. 49

Item n. 97

Eccetto che per l’aspetto relativo la capacità di verbalizzare i propri bisogni (item n.15) la differenza tra i due gruppi risulta ampiamente significativa. Il gruppo sperimentale, dimostra rispetto al gruppo di controllo, un’aumentata capacità di comunicare con chiarezza e sincerità, di verbalizzare la propria storia personale, e di esprimere le proprie emozioni.

 

Le capita di pensare spesso: "non mi confido con gli altri perché è inutile?

R15

SI

NO

totale

Sign.

CAT

21

28

49

 
CONTROLLI

20

12

32

 
totale

41

40

81

0.13327

 

Oggi crede di riuscire ad affrontare più coraggiosamente i propri problemi attraverso il confronto con gli altri?

R43

NO

SI

totale

Sign.

CAT

2

49

51

 
CONTROLLI

15

17

32

 
totale

17

66

83

0.00001

 

 

Crede di essere in grado di condividere con gli altri, attraverso il confronto reciproco, quello che ha sperimen-tato e imparato sulla propria pelle?

R46

NO

SI

totale

Sign.

CAT

3

47

50

 
CONTROLLI

17

15

32

 
totale

20

62

82

0.00001

 

Le sue emozioni cerca di farle conoscere agli altri attraverso il dialogo?

R49

NO

SI

totale

Sign.

CAT

14

36

50

 
CONTROLLI

21

11

32

 
totale

35

47

82

0.00174

I risultati dell’analisi dei 4 items di controllo, concordano con i risultati ottenuti, indicando tutti una significativa differenza tra i due gruppi.

 

Ricava soddisfazione a confrontarsi con gli altri?

R31

NO

SI

totale

Sign.

CAT

11

40

51

 
CONTROLLI

17

15

32

 
totale

28

55

83

0.00651

 

Le capita di pensare spesso: "sarebbe meglio se le persone pensassero solo a sé stesse e risolvessero i loro problemi senza chiedere aiuto a nessuno?"

R22

SI

NO

totale

Sign.

CAT

13

38

51

 
CONTROLLI

18

14

32

 
totale

31

52

83

0.00969

 

Ritiene che la sua passata esperienza possa essere condivisibile con gli altri?

R77

NO

SI

totale

Sign.

CAT

4

46

50

 
CONTROLLI

17

15

32

 
totale

21

61

82

0.00002

 

Le capita di pensare spesso: "è meglio che i miei pensieri li tenga solo per me ?"

R97

SI

NO

totale

Sign.

CAT

29

22

51

 
CONTROLLI

27

5

32

 
totale

56

27

83

0.01811

 

Integrazione sociale:

L’indagine è stata condotta sui seguenti items:

Tema della domanda

item valutato

item di controllo

Capacità di rapportarsi con le istituzioni

item n. 19

item n. 10

Adeguamento alle norme, e adattamento all’ambiente

item n. 44

item n. 54

Capacità di sentirsi un cittadino

item n. 80

item n. 72

Sincronizzazione sui tempi e i ritmi della società

item n. 93

item n. 96

Solo gli items n. 19 e n. 44, hanno riportato differenze significative tra i due gruppi di utenti, i dati dimostrano quindi come il gruppo sperimentale dimostri una maggiore capacità di rapportarsi con le istituzioni e un elevato adeguamento alle norme e adattamento all’ambiente, mentre non vi sono differenze significative tra i due gruppi rispetto la sincronizzazione sui tempi e i ritmi della società e la capacità di sentirsi un cittadino.

Ritiene di sentirsi ben adattato all’ambiente in cui vive?

R19

NO

SI

totale

Sign.

CAT

8

43

51

 
CONTROLLI

16

15

31

 
totale

24

58

82

0.00130

 

Crede sia migliorato il suo atteggiamentorispetto la civile convivenza con gli altri?

R44

NO

SI

totale

Sign.

CAT

1

50

51

 
CONTROLLI

14

18

32

 
totale

15

68

83

0.00001

 

Crede di essere in grado di avviare e sviluppare relazioni significative con le persone che le vivono vicino?

R80

NO

SI

totale

Sign.

CAT

10

40

50

 
CONTROLLI

12

20

32

 
totale

22

60

82

0.13643

 

Pensa spesso: "La società di oggi è troppo frenetica. Faccio fatica a rispettare tempi e ritmi?"

R93

SI

NO

totale

Sign.

CAT

35

15

50

 
CONTROLLI

22

10

32

 
totale

57

25

82

1.00000

 

Risultati discordanti sono stati riportati negli items di controllo, in cui risultano significative le differenze tra i due gruppi per gli aspetti della variabile relativi alla capacità di sentirsi un cittadino e la sincronizzazione sui tempi e i ritmi della società ( item n.72 e n.96 ), ma non gli aspetti riguardanti la capacità di rapportarsi alle istituzioni e l’adeguamento alle norme e adattamento all’ambiente ( item n.10 e n.54 ).

 

Accetta le istituzioni e si sente in grado di rapportarsi ad esse?

R10

NO

SI

totale

Sign.

CAT

17

30

47

 
CONTROLLI

14

18

32

 
totale

31

48

79

0.65803

 

Crede sia giusto che in una società come la nostra vi siano regole che organizzano la vita sociale dei cittadini?

R54

NO

SI

totale

Sign.

CAT

9

41

50

 
CONTROLLI

9

23

32

 
totale

18

64

82

0.41963

 

A volte si sente un estraneo rispetto alle persone che le vivono intorno?

R72

SI

NO

totale

Sign.

CAT

17

34

51

 
CONTROLLI

23

9

32

 
totale

40

43

83

0.00140

 

Le risulta difficile rispettare le regole che la famiglia e l’ambiente lavorativo le impongono?

R96

SI

NO

totale

Sign.

CAT

12

37

49

 
CONTROLLI

19

13

32

 
totale

31

50

81

0.00346

 

 

Considerazioni

A questo punto, è necessario domandarsi, se i risultati ottenuti, siano davvero espressione di un cambiamento avvenuto nello stile di vita del soggetto, o piuttosto esclusivamente una percezione di esso, in quei soggetti che vivono settimanalmente un’esperienza che potremmo definire di catarsi emozionale.Risulta necessario ricordarsi, valutando questi risultati, che, questi vissuti, possono essere certamente il risultato effettivo dell’attività svolta all’interno dei gruppi, ma che potrebbero essere anche condizionati, da un fattore che potremmo definire di autoconvincimento derivante dall’appartenenza al gruppo stesso, in questo caso i CAT.

Per valutare quest'aspetto, si è eseguita una valutazione sull’effetto d’influenza del gruppo d'appartenenza, intesa come la potenza e la sicurezza che offre un gruppo e la protezione e la ricchezza che ne possono derivare. Tutti gli items analizzati presentano una significatività altissima, confermando così l’ipotesi fatta.

Schematicamente la valutazione è stata condotta tra le seguenti coppie di items:

Tema della domanda

Item valutato

Item di controllo

Sentimenti di maggiori possibilità, ad avere esperienze nuove

Item n. 1

Item n.12

Sentimenti di maggiore possibilità di comunicazione all’interno del gruppo

Item n. 35

Item n. 65

Sentimenti di maggiore abilità nello svolgimento delle proprie attività

Item n. 64

Item n. 69

Le tabelle riportate mostrano i risultati ottenuti dal confronto statistico effettuato.

 

Da quando frequenta i CAT (o segue la terapia farmacologica), ritiene di aver avuto maggiori esperienze?

R1

NO

SI

totale

Sign.

CAT

3

48

51

 
CONTROLLI

18

14

32

 
totale

21

62

83

0.00001

 

Da quando frequenta i CAT (o segue il trattamento farmacologico), le sembra più facile esprimere i propri bisogni?

R35

NO

SI

totale

Sign.

CAT

1

49

50

 
CONTROLLI

24

8

32

 
totale

25

57

82

0.00001

 

Da quando frequenta i CAT (o segue le indicazioni farmacologiche), crede di svolgere meglio le sue attività (lavorative, familiari, tempo libero?)

R64

NO

SI

totale

Sign.

CAT

1

49

50

 
CONTROLLI

19

13

32

 
totale

20

62

82

0.00001

 

Stessi risultati, esclusa la domanda n. 12, sono stati riportati dagli items di controllo.

Ogni giorno ripete sempre le medesime cose allo stesso modo?

R12

SI

NO

totale

Sign.

CAT

13

37

50

 
CONTROLLI

12

20

32

 
totale

25

57

82

0.39112

 

Ritiene che le sue capacità di comunicare con gli altri siano aumentate?

R65

NO

SI

totale

Sign.

CAT

5

45

50

 
CONTROLLI

20

12

32

 
totale

25

57

82

0.00001

 

Ritiene di vivere in modo diverso le sue attività?

R69

NO

SI

totale

Sign.

CAT

14

36

50

 
CONTROLLI

19

13

32

 
totale

33

49

82

0.00945

Da questi dati si evince come il gruppo sperimentale, rispetto al gruppo di controllo, sperimenta: un forte sentimento di protezione, e ricchezza derivanti dall’appartenenza ai C.A.T., percezione di aver avuto, e di avere maggiori esperienze, sentimenti di migliore svolgimento delle proprie attività, e in generale maggiore sicurezza e protezione.

 

Conclusioni

Attraverso l’analisi dei risultati della presente ricerca si evince, come le strutture di auto-mutuo aiuto, in specifico i Club degli Alcolisti in Trattamento, contribuiscano in modo significativo a rafforzare nelle persone la percezione delle proprie potenzialità e risorse. Dalla valutazione dei questionari utilizzati, il gruppo di soggetti che partecipa settimanalmante ai CAT, risulta essere maggiormente cosciente e capace di apprendere dalle esperienze passate, risulta avere maggiori capacità di trovare soddisfazioni nelle attività svolte, così come risulta possedere una maggiore coscienza della propria dignità nel rapporto con gli altri. Per quel che riguarda le capacità comunicative, il gr. sperimentale risulta avere maggiori capacità di verbalizzare i propri bisogni e le passate esperienze, riesce a comunicare con maggior chiarezza e sincerità le proprie necessità e stati d’animo e si dimostra maggiormente disponibile ad esprimere la propria storia personale. Inoltre per quel che riguarda l’aspetto d’integrazione sociale il gruppo sperimentale è risultato maggiormente in grado di rapportarsi alle istituzioni pubbliche e di sincronizzarsi rispetto ai tempi e i ritmi della comunità d’appartenenza.

E’ necessario quindi, per la risoluzione dei problemi alcolcorrelati, una strategia d’intervento che si fondi sull’interazione funzionale delle diverse istituzioni della comunità, insieme con tutte le risorse presenti sul territorio e con l’aiuto del volontariato.

La riappropriazione da parte degli utenti di alcune forme di controllo su particolari aspetti ed eventi della propria vita, è sempre e comunque un notevole cambiamento a livello microsociale che conduce alla modificazione degli stili di vita della comunità di riferimento in una prospettiva di autopromozione della salute.

Bibliografia

  1. Allamani A. (1993): "Sistemi di trattamento. Aspetti Generali" Riv. Ital. Alcologia n.2
  2. Anastasi A. (1995): " I Test Psicologici" pag.61-70,643-658, Ed F.Angeli
  3. (1994): " Aspetti della persona e della vita del tossicodipendente sui quali l’attività dei Servizi deve produrre risultati" Regione Emilia Romagna, Assesorato alla Sanità Servizi Sociali
  4. (1996): "Linee di indirizzo della Regione Emilia Romagna sugli interventi per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dell’alcolismo e dei problemi alcol-correlati" Assesorato Politiche Familiari e Sociali, Regione Emilia Romagna -Elaborazione del Gruppo Tecnico Regionale sull’Alcolismo- Bologna
  5. (1991): " Club degli Alcolisti in Trattamento e programmi alcologici territoriali in Italia" Centro Stdi e Documentazione sui PAC -Erikson
  6. Buttolo R. (1984): " I CAT: un’esperienza italiana nel campo dell’alcolismo" Bollettino per le Farmacodipendenze e l’alcolismo anno VII
  7. Colombo D.A., Devoto A., et.al. (1994): "I gruppi di auto-aiuto nel sistema dei servizi"da Servizi Sociali-Centro studi e Formazione Sociale-Zancan pag 30-31
  8. Ferri M., Sabbion R. et. al. (1991): " L’associazione GHB-Disulfiram nel trattamento della dipendenza alcolica" Atti del primo Congresso Nazionale SITD- Roma
  9. Marchi M. (1993): " Metodologia statistico epidemiologica per la ricerca in campo alcologico" Riv. Ital.Alcologia n."
  10. Nencini R. Giannatasio M.E. ( 1983): "Istruzioni per l’uso delle varie forme dell’MMPI" O.S. Firenze