BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO

ANNO XXI 1998, supplemento al no 1

IV. Panorama sull’alcool dall’Australia

Parole chiave: : Abuso di alcool, Alcool e guida, Legislazione sugli alcolici, Aspetti economici dell’alcolismo, Aborigeni

 

 

Il National Health and Medical Research Council (Consiglio Nazionale Sanitario e di Ricerca Medica) analizzerà le Linee Guida sul consumo di alcolici, in parte in risposta all’evidenza emergente sui potenziali benefici sanitari derivanti dalla moderazione di tale consumo. Il Professor Stephen Leeder, Presidente del Council’s National Health Advisory Committee ha posto l’accento sul fatto che qualunque beneficio sanitario sarebbe controbilanciato dagli enormi costi sociali comportati dall’abuso di alcolici. Il Professore ha dichiarato che "se in Australia c’è una droga di rilevanza pubblica, questa è l’alcool, seguito dal tabacco." Il Professor Tim Stockwell, Direttore del National Centre for Research into the Prevention of Drug Abuse con sede a Perth, ha detto che dovrebbero essere rivisitati gli attuali standard che raccomandano non più di quattro drink (bevanda alcolica) al giorno per l’uomo e due per la donna, con due giorni alla settimana di astinenza dall’alcool. Il Professor Stockwell suggerisce: "se non si beve quotidianamente, probabilmente è ancora abbastanza sicuro bere fino a sei drink per l’uomo e quattro per la donna nel corso di una giornata particolare, purché non si debba guidare o azionare mezzi meccanici in genere."

 

Tasso di alcolemia durante la guida.

Fonti del Senior Victorian Government erano scettiche rispetto alla riduzione allo 0,02 del tasso di alcolemia durante la guida, nonostante i commenti del Ministro della Pubblica Sicurezza, Bill McGrath, il quale ha affermato di prendere in considerazione una riduzione dell’attuale limite poiché un quarto degli automobilisti morti lo scorso anno presentava tassi eccedenti tale limite. Fonti governative hanno dichiarato che una riduzione del limite era improbabile, ma dovevano essere presi in considerazione metodi per ridurre i decessi legati all’abuso di alcolici e che il Governo avrebbe consultato la polizia, gli esperti di statistica ed altri gruppi di esperti per esaminare gli effetti di una eventuale riduzione del limite del tasso di alcolemia. Il Sig. Gavin Clancy, portavoce del Ministero per le Strade ed i Porti, ha dichiarato che le statistiche e le tendenze relative alla mortalità per incidenti stradali sono state studiate tutti gli anni ed il limite del tasso di alcolemia è stato esaminato all’interno di questo studio. Il RACV, l’Associazione di Polizia e l’Opposizione hanno dichiarato di opporsi ad un limite di 0,02, argomentando che anche cittadini osservanti la Legge si trasformerebbero in trasgressori sotto la nuova Legge.

Greg Whelan, Direttore del Drug and Alcohol Services (Servizi Droga ed Alcool) dell’Ospedale St. Vincent di Melbourne, ha dichiarato che il limite di 0,05 era basato sul fatto che quando il tasso di alcolemia di un guidatore raggiunge tale livello, il rischio di incorrere in un incidente stradale raddoppia Al di sopra dello 0,05 il rischio aumenta rapidamente, in misura tale che sicuramente almeno una percentuale di persone pari allo 0,15% incorrerà in un incidente. Il Professor Whelan ha detto che la ricerca ha dimostrato che la maggior parte degli incidenti si verifica quando il tasso di alcolemia raggiunge il limite di 0,08, ma non crede che la riduzione del tasso sotto lo 0,05 possa dare una sferzata alla mortalità per incidenti stradali: "io penso che, al fine di ottenere una sostanziale riduzione della mortalità per incidenti stradali, la velocità, la stanchezza, le condizioni della nostra rete stradale siano fattori da prendere in considerazione tanto quanto il tasso di alcolemia del conducente". Analogamente il RACQ del corpo motorizzato del Queensland suggerisce che bisognerebbe dare una maggiore enfasi alla detenzione e al fatto di togliere la patente ai principali trasgressori, cioè quegli automobilisti che trasgrediscono ripetutamente viaggiando con un tasso di alcolemia dello 0,1 o più alto. Il RACQ supporterebbe la sperimentazione di dispositivi collegati alla chiave d’accensione, i quali attiverebbero l’accensione di un veicolo solo dopo che l’automobilista abbia conseguito con successo il test dell’alito.

Le forze di Pubblica Sicurezza insieme allo State Transport Accident Commission nello Stato di Victoria, hanno lanciato una campagna mirata a ridurre la mortalità per incidenti stradali connessi all’abuso di alcolici. Agli automobilisti dello Stato di Victoria la cui lettura del tasso di alcolemia (registrata mediante il dispositivo in dotazione alla polizia) è compresa tra lo 0,02 e lo 0,05 verrà consegnato un "biglietto di avviso" che li informa che, per restare all’interno del limite consentito, non possono bere più di un altro drink. Bob Johnson, Comandante di Polizia, ha dichiarato che l’anno scorso si è verificato un incremento del 60% del numero di automobilisti con un tasso di alcolemia superiore allo 0,05, ma inferiore allo 0,1. "Questo indica che molta gente che si è conformata alla legge che stabiliva come tasso massimo di alcolemia lo 0,05, negli ultimi anni, ha cominciato a correre il rischio di bere un drink extra e si è spinta oltre il limite".

 

Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Il Governo del Queensland sta esaminando un sistema studiato in California di test di intossicazione, da introdurre il prossimo anno. I test sarebbero parte di un pacchetto di misure per l’anno nuovo contro "la guida in stato di alterazione in seguito ad assunzione di stupefacenti" e sarebbero condotti insieme a test dell’alito somministrati casualmente. Michael Hanningan, Sovrintendente Capo dello State Traffic Support Branch , ha detto che i conducenti che non superano i test di "coordinamento e osservazione" saranno sottoposti ai test ematici (somministrati da personale medico). L’introduzione dei test coinciderà con la divulgazione di Raccomandazioni da parte del Parliamentary Travelsafe Committee per l’effettuazione presso gli Ospedali di test obbligatori per l’alcool ed altre droghe in tutti i casi di infortunio dovuto ad incidente stradale. La proposta segue gli studi degli infortuni compiuti negli Ospedali dello Stato di Victoria e del Sud Australia, i quali hanno rivelato la presenza di stupefacenti e farmaci nel sangue di un numero sorprendente di vittime della strada. I dati relativi al Sud Australia hanno evidenziato che il numero di infortuni per incidente stradale provocati da automobilisti che avevano assunto cannabis (10,6%) era maggiore del numero di incidenti provocati da coloro che avevano assunto alcolici (8,5%).

Dei motociclisti non deceduti, il 27% aveva tracce di cannabis nel sangue. Terry O’Gorman, Presidente dell’Australian Council of Civil Liberties, ha dichiarato di incoraggiare misure ragionevoli destinate al problema della "guida sotto l’effetto di stupefacenti", ma si è decisamente opposto ai nuovi progetti di legge che, sostiene, non sono scientifici. Ha affermato che c’è bisogno di leggi nazionali uniformi piuttosto che di un approccio approssimativo al problema.

 

Leggi sui liquori.

Le persone in stato di ubriachezza per la strada potrebbero essere soggette a sanzione pecuniaria secondo un progetto attualmente all’attenzione del Governo del Nuovo Sud del Galles dal Liquor Industry Consultative Council . Coloro che rifiutano di pagare la multa dovranno sottoporsi ad un counselling nel corso del quale verrà insegnato loro che lo stato di ubriachezza in pubblico non è un comportamento accettabile. Secondo questo sistema, coloro i quali esibiscono un comportamento da ubriaco molesto per le strade del Nuovo Galles del Sud potranno essere fermati dalla polizia e verrà rilasciata loro una notifica di infrazione con relativa multa. I rei potranno essere condotti in tribunale e obbligati a sottoporsi ad un counselling presso i Servizi sanitari locali. Il progetto ha già attirato le critiche da parte dei civili fautori del libero arbitrio, preoccupati del fatto che ciò rappresenterebbe una regressione a leggi arcaiche e danneggerebbe le minoranze.

 

Modelli di costume.

L’Australian Bureau of Statistics ha reso pubblici i dati della National Health Survey effettuata nel 1995. È risultato che nel 1995, dei 54.000 australiani esaminati il 24% fumava, a fronte del 28% del 1989-90, e la proporzione di coloro che hanno smesso di fumare variava tra il 23 e il 28% nello stesso periodo. In tutta la Nazione c’erano meno consumatori di alcolici, con una forte diminuzione del numero di persone che fanno abitualmente "bisboccia". Nel Nuovo Galles del Sud e a livello nazionale, nell’8% della popolazione esaminata il bere era associato a livelli di rischio medio/alti. Il Dr. Woolaard dell’Australian Medical Association, commentando questa indagine, ha riferito di accogliere i dati sul fumo e sull’alcool come prova del fatto che i messaggi sui pericoli del tabacco e dell’alcool erano stati ascoltati. Ma ha aggiunto che il successo ottenuto nella riduzione delle cardiopatie (attraverso una migliore dieta alimentare e la riduzione del fumo e dell’alcool) sarebbe stato indebolito dall’aumento dell’obesità.

L’Australian Bureau of Statistics, nel suo Australian Wine and Grape Industry Report, ha rivelato che la domanda interna di vini locali è cresciuta toccando il record di 336 milioni di litri. Tra l’altro il Rapporto ha evidenziato che gli australiani preferiscono ancora acquistare vino sfuso (168 milioni di litri di vino sfuso a fronte di 96 milioni di litri di vino imbottigliato). Il consumo medio degli australiani sopra i 18 anni era di 18,8 litri a persona nel 1996-97 a fronte dei 94 litri di birra.

 

Aspetti economici.

Secondo un editoriale del Medical Journal of Australia, gli australiani hanno bisogno di ulteriore protezione dagli alcolisti che provocano episodi di violenza, incidenti stradali, dissesti familiari, malformazioni alla nascita e altro. David Celermajer, Professore Associato presso la Cattedra di Medicina dell’Università di Sidney, ha dichiarato che nel 1992 il carico finanziario dovuto all’abuso di alcolici era stimato in 4,5 milioni di dollari (250 dollari per ogni australiano). Si è stimato che l’84% di tali spese potrebbero essere evitate attraverso iniziative politiche e cambiamenti di comportamento. Il Professor Celermajer ha suggerito una serie di misure tra cui l’aumento delle tasse sugli alcolici, l’istruzione del personale nei bar/locali pubblici sulle leggi relative al consumo di liquori e l’imposizione del rispetto delle Leggi.

 

Gli aborigeni.

Uno studio congiunto della University of Western Australia e del Ministero della Sanità dell’Australia Occidentale ha rilevato che tabacco ed alcool erano legati ad un alto tasso di decessi tra gli aborigeni. I ricercatori hanno evidenziato in una lettera al Medical Journal of Australia che, comunque, solo il 3% degli aborigeni era a conoscenza del fatto che il fumo fosse una delle principali cause di decesso e il bere in quantità rischiose o nocive fosse costume più diffuso tra gli aborigeni che nella comunità generale. Secondo la Dott.ssa Diane Arnold-Reed, se entrambe queste importanti cause di decesso fossero eliminate, l’aspettativa di vita crescerebbe di 5,9 anni per i maschi e 3,4 anni per le femmine. Attualmente la vita media di un uomo aborigeno nell’Australia Occidentale è di 58,5 anni e per una donna aborigena è di 65,3 anni, molto al di sotto, quindi, dei 75 anni di vita media di un uomo e degli 81,2 anni di una donna non-aborigeni.

Insieme alle efficaci campagne promozionali sanitarie anti-fumo e anti-alcool, un rapporto di condanna della Australian Medical Association dipinge un fosco ritratto dell’alimentazione aborigena ed esorta il Commonwealth a varare una strategia nazionale per risolvere il problema della limitata conoscenza dell’alimentazione tra le famiglie appartate e della scarsa disponibilità e dell’alto costo degli alimenti nutrienti. Un gruppo di esperti dell’AMA, specializzati nella salute degli indigeni ha sottoposto la propria tesi all’attenzione del Governo Federale, esortandolo a una spesa supplementare di 100-200 milioni di dollari all’anno, per i prossimi 5-7 anni, allo scopo di contribuire a colmare il divario tra la salute degli aborigeni e quella degli altri australiani. La tesi dell’AMA sostiene che negli ultimi 10-12 anni il tasso di mortalità tra gli aborigeni ha registrato un miglioramento ridotto se non addirittura inesistente.