BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO

ANNO XXII 1999 no 2

II. Breve excursus su dipendenza e legislazione

Parole chiave: Intossicazione acuta e responsabilitÓ, Intossicazione cronica e responsabilitÓ, Trattamento obbligatorio, Teoria della disinibizione, Teoria della causa comune, Guida in stato di ebbrezza.

 

Questa panoramica mette in evidenza l'ambivalenza fra riconoscimento dello stato di intossicazione alcolica o da droghe ed esigenza di punizione del crimine commesso. Vi si inserisce anche l'atteggiamento di condanna dell'abuso di alcool e droghe ed il dibattito giuridico Ŕ sempre basato sul grado di responsabilitÓ personale nell'intossicazione acuta; quando poi l'uso o il possesso di droghe di per se stesso Ŕ considerato un reato penale l'atteggiamento colpevolizzante si accentua. In molti Paesi nei confronti di alcolismo e tossicodipendenza prevale l'approccio medico e l'equazione dipendenza = malattia. Ma persiste il timore che riducendo od eliminando la responsabilitÓ personale il ricorso all'alcool od alle droghe possa costituire una excusatio preventiva. Un aspetto importante Ŕ quello della tesi del trattamento obbligatorio come alternativa alla sentenza penale e come forma di riduzione dei rischi di recidive.

Il rapporto alcool-crimine se basato sulla teoria della disinibizione diventa diretto; quando, invece, si parte dalla teoria della "causa comune" si accentua l'importanza di fattori genetici o socioambientali che sono responsabili sia dell'abuso di alcol sia della condotta criminale. La teoria dell'interazione mette in evidenza l'alterazione della percezione con distorsione della realtÓ ed attuazione di crimini violenti. In genere nella prassi giuridica prevale la criminalizzazione per cui le carceri europee sono piene di alcolisti e tossicodipendenti.

In Canada (1) discutono intorno alla mancanza di mens rea in gran parte dei delitti penali commessi sotto l'azione dell'alcool. Viene fatto il confronto fra la prassi legale canadese e quella tedesca; la prima deriva dalla Common Law e, quindi, non avendo riferimenti legislativi punta sulla presa in considerazione di sentenze o di pronunciamenti del Pubblico Ministero.

Nel mondo anglosassone si fa riferimento alla "Beard Rule" formulata da Lord Birkenhead nel 1920 che afferma "l'insanitÓ provocata da ubriachezza" od altrimenti Ŕ di per se stessa motivo di non punibilitÓ, limitata per˛ agli atti criminali compiuti con "intento specifico" e non in quelle "generiche", ma gradualmente la limitazione che giustificava solo i delitti preterintenzionali si Ŕ estesa a gran parte dei reati con differenze importanti fra le varie corti (ad esempio uno stupro, ora chiamato "assalto sessuale", compiuto in stato di ubriachezza pu˛ venire differentemente valutato pur prevalendo la tesi colpevolista). In genere l'ubriachezza pu˛ costituire motivo di excusatio quando effettivamente si pu˛ dimostrare che il soggetto era in uno stato di automatismo e quindi di intossicazione cronica tale da eliminare ogni elemento di autocontrollo. In genere il criterio della non punibilitÓ Ŕ applicato per reati gravi e non per semplici assalti; vale comunque il criterio della volontarietÓ dell'azione criminale e quello dell'esistenza di una mens rea. Dopo l'introduzione nel 1982 della Carta dei Diritti e delle LibertÓ la soluzione precedente Ŕ stata giudicata contraria alla presunzione di innocenza.

In Germania il Codice prevede una riduzione della responsabilitÓ penale quando il tasso alcolemico Ŕ intorno a 0,20%; viene anche applicato il concetto di Actio Libera in Causa quando l'intossicazione Ŕ deliberata ma anche quando Ŕ involontaria ma il soggetto avrebbe dovuto rendersi conto dei rischi di perdita di controllo. Un esempio: un automobilista che beve per difendersi dal freddo ed ha un incidente verrÓ punito per guida in stato di ubriachezza ma non per l'eventuale omicidio colposo.

In Olanda (2) il Codice Penale non contiene la previsione di non punibilitÓ delitti commessi in stato di ebbrezza per cui si Ŕ ritenuti colpevoli anche quando manca il dolo o la colpa. Anzi se in un incidente stradale si ha un morto od un traumatizzato grave per colpa di un autista che guida in stato di ebbrezza questo costituisce un aggravante.

Bibliografia

  1. J÷rg-Albrecht H. (Max-Planck Institute): "Addiction and the Law", European Addiction Research, 4: 85-112, 1998
  2. Fisher B., Rehm J.: Centro per le Dipendenze Toronto
  3. Anton van Kalmthout: UniversitÓ del Brabante