BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO ANNO XXIV 2001, n. 1: 

Legge quadro su alcol e problemi alcolcorrelati epidemiologia del'alcolismo trattamento riabilitativo del'alcolista

La delittuosità correlata al consumo di alcool

Alessandra Fiorazzo*; Carlo Alberto Romano**

* Medico Chirurgo, Istituto di Medicina Legale, Università degli Studi di Brescia, Spedali Civili, P.le Spedali Civili, 25110 Brescia.

** Specialista in Criminologia Clinica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Brescia, via S. Faustino, 41 - 25100 Brescia.

Riassunto  

Gli Autori hanno sviluppato uno studio dei reati correlati con l'uso di alcool.

Questa ricerca ha evidenziato come pur a fronte di un numero considerevole di reati correlati (26.589 sentenze) pochi sono i reati contro la persona.

Una possibile spiegazione potrebbe risiedere nella tendenza a sottostimare gli atti compiuti in stato di intossicazione alcolica e una maggiore tolleranza verso gli autori di reati alcool-correlati.

Parole chiave: Comportamento violento, Intossicazione alcolica nel reo, Reati contro la persona

Abstract

Offences related to alcohol consumption

The Authors describe a research study on alcohol related offences. Results show that only a few of the total number of alcohol related offences are against persons.

This could be explained by the tendency to underestimate those offences committed under the influence of alcohol and by a higher tolerance towards alcohol related offenders.

Keywords: Violent behaviour, Alcoholism, Criminal offender, Offence

Il ruolo esercitato da alcuni comportamenti, generalmente definiti “a rischio" per la commissione di reati, ha sempre suscitato vivaci discussioni nella letteratura criminologica. In particolare, il consumo di bevande alcoliche, come condotta precedente la commissione di reati, è un problema che ogni orientamento penale ha dovuto affrontare.

Si ritiene che l'uso di alcool, infatti, possa favorire le condotte criminose; le correlazioni fra alcool e criminalità sono però di tipo complesso ed agiscono a vari livelli.

Più specificatamente, la cronica intossicazione agisce non solo direttamente sulla condotta delittuosa, ma ha anche correlazioni indirette, mediante specifiche alterazioni comportamentali, a loro volta favorenti la commissione di reati.

La degradazione sociale, la diserzione dal lavoro, con conseguente pauperismo il decadimento morale, l'indifferenza affettiva  (1) sono condizioni tipiche dell'etilismo cronico, che possono facilitare scelte delittuose (2).

Indirettamente, può agire anche per i riverberi indotti sulla famiglia dal bevitore abituale, facilitando approcci alla criminalità anche nei figli che vivono più facilmente in ambienti miseri e diseducativi.

Molto più chiare sono le correlazioni dirette fra etilismo acuto e criminalità; lo stato d'ebbrezza (che si può realizzare ovviamente anche in alcolisti abituali) può favorire la disinibizione e pertanto slatentizzare condotte violente, allentando il controllo morale e normativo dell'individuo (3).

Si è inoltre notato che negli ultimi anni stanno aumentando i consumi fra la popolazione giovanile (4) Pur potendo attribuire la causa a problemi familiari, scolari o relazionali (5-6) il comune risultato è l'aumento delle condotte aggressive, da quelle verbali (ingiurie, oltraggi), a quelle rivolte contro le cose (danneggiamenti, distruzione di oggetti), a quelle contro la persona.

Quest'ultime sono socialmente le più allarmanti. Comprendono: percosse, risse, lesioni maltrattamenti in (7) famiglia (8- 9), violenza privata, fino all'omicidio (10-11-12).

Caratteristici sono anche i reati sessuali compiuti in stato di ubriachezza: dalla semplice molestia, agli atti di esibizionismo, alla più rara violenza carnale , (13) e all'incesto (14-15).

Di particolare rilievo sociale è, inoltre, la condotta alla guida di autoveicoli in stato d'ebbrezza che, proprio a causa  delle interazioni farmacologiche dell'alcool con l'organismo (16), soprattutto fra i giovani, può portare al verificarsi di incidenti spesso mortali (17).

Vista la rilevanza e la diffusione della correlazione crimine - alcool c'è parso, quindi, interessante sviluppare uno studio sui reati alcool - correlati compiuti nel Distretto della Corte d'Appello di Brescia dal 1989 (anno di entrata in vigore del nuovo sistema procedurale) al 31-12-1995.

Sono perciò state esaminate 25.928 sentenze emesse dalle diverse Autorità Giudiziarie competenti. Ciò ha consentito di rilevare che una percentuale pari all'1,3% dei provvedimenti riguarda casi correlati all'uso di alcool, con un numero di capi d'imputazione pari a 529.

Sono poi state analizzate le varie tipologie di reato emergenti dalla ricerca. Oltre a costituire un interessante rilievo statistico, ci pare che questi dati possano offrire un valido spunto alla riflessione in tema di conoscenza e di prevenzione del crimine e dinamiche comportamentali relative al consumo di alcool soprattutto in fasce di popolazioni giovanili.

E' apparsa evidente dai dati emersi dalla nostra casistica, la prevalenza degli imputati di sesso maschile rispetto a quelli di sesso femminile ( 337 Vs 6 ). Nonostante nell'ultimo ventennio vi sia stato un aumento dell'abitudine al potus delle donne, il tasso di criminalità femminile connesso all'alcool, rimane pur sempre un fenomeno marginale.

La fascia d'età, poi, maggiormente coinvolta, è risultata essere quella compresa fra i ventisei ed i trentacinque anni, con un'incidenza pari al 39%. Si è evidenziato, quindi, come la maggior incidenza del fenomeno alcool - criminalità sia in corrispondenza della fascia d'età detta del "giovane adulto", così come già riscontrato in realtà diverse da quella italiana (18).

Analizzando più specificatamente la natura dei capi di imputazione, in linea con ogni logica aspettativa, si è evidenziata la netta prevalenza dei reati costituiti dalla guida in stato d'ebbrezza e dalla ubriachezza manifesta in luogo pubblico.

Fra gli altri comportamenti delittuosi la maggior parte è riconducibile a quel particolare stato emotivo connesso all'ebbrezza che ha prodotto i reati di : oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, atti contrari alla pubblica decenza ed atti osceni in luogo pubblico, rifiuto di indicare l'identità personale, danneggiamento, guida senza patente.

Sottolineiamo l'assoluta esiguità delitti contro la persona; lo stesso dicasi per gli omicidi colposi riconducibili all'alcool . Occorre però dire che il numero dei controlli eseguiti in questi casi è tuttora  ridotto, il che lascia supporre la presenza di percentuali maggiori di positività non riscontrate.

Come risulta chiaramente dalle tabelle, su 26.589 sentenze emesse dall'89 al '95 solo 343 interessano reati connessi all'alcool rappresentando una percentuale pari all' 1,3%.

Questi dati appaiono a nostro avviso estremamente sottostimati. Le indicazioni numeriche non rispecchierebbero cioè la gravità della situazione; basti pensare, infatti, che la maggior parte delle 26.589 sentenze sono state eseguite senza aver effettuato alcuna perizia, un rilevamento alcolimetrico o un'indagine relativa alla dedizione del soggetto all'alcool.

Occorre, inoltre, ricordare come a prescindere dai reati di omicidio o di tentato omicidio, che difficilmente restano sconosciuti, molti casi di minacce, ingiurie e maltrattamenti, non vengano denunciati per motivi inerenti ai rapporti interpersonali o familiari.

Bisogna anche sottolineare che 58 degli imputati considerati erano recidivi, tutti assuntori cronici , e 19 erano, invece, i casi di reato continuato. Tutti i restanti reati erano stati commessi da soggetti risultati incensurati. Importante è anche il fatto che praticamente tutti gli imputati abbiano agito sempre da soli; ciò depone a favore della teorizzata spinta anti - inibitoria dell'alcool e della risposta quasi subitanea a questo stimolo esogeno.

Dalla nostra casistica è poi emerso che su 343 sentenze pronunciate, ben 201 ( pari al 58,6%) hanno comportato una diminuzione di pena per infermità di mente dovuta all'alcool. I proscioglimenti sono stati invece 72 (pari al 20,9%).

I soggetti ritenuti pienamente imputabili sono risultati, quindi, 70.

Come ultimo dato emergente dalla lettura dei provvedimenti presi in esame, vogliamo rilevare una tendenza innovativa rispetto agli anni passati.

Il sistema giudiziario, pur continuando a rispettare le esigenze di difesa sociale pare, infatti, considerare importante anche l'azione riabilitativa, e provvede ad indirizzare conseguentemente le persone con patologie e problematiche alcool - correlate (seppure autori di reati ) verso le risposte che appaiono essere le più appropriate, siano esse di ordine terapeutico o di semplice sostegno psicologico .

Bibliografia

l) Gallup Organization, Inc. Alcohol use and abuse in America  Report no.265, Princeton N.J.: Gallup Organization, Inc., 1987

2) Milgram G.G. The fact about drinking: Coping With alcohol use abuse, and alcoholism, Mount Vernon, New York: Consumers Union, 1990

3) Grande T.P., Wolf A.W., Shubert S.P., Pauerson M.B., Brucco K.

Associations among alcoholism, drug abuse and antisocial personality: a review of the

literature. Psychol Rep 55: 455-474, 1984.

4) Griffin T.  Sueden R, The student assistance program: How it work 2d Edision ,Center City Minn: Hazelden foundation, 1986.

5) Archambault D.,  Adolescence: A psysiological, culturul, and psychological no man's land.  In: Lawson O. W. and Lawson A.W. (Eds) Alcholism and substance abuse in special population, Rockville , Mol: Aspen. Pubs. ,Inc, 1989, pp. 223 - 245

6) Johnston and O'Malley K., Why do the nation's students use drugs and alcohol from nine national surveys.J. Drug  Issuses 16:29 - 66, 1986

7) Pernanen K.: Theoretical aspects of the relationship between alcohol use and crime In drinking and crime, Collins J.J. ed Tavistok, London and New York, 1982.

8) Gayford J.J. Wife battering: a preliminary survey of 100 cases British Medical Journal 1, 194 - 197, 1975.

9) Carlson B.E.,  Battered woman and their assailant.  Social Work22: 455-460,1977

10) Collins J.J.. Drinking and crime. Tavistok Publication, London, 1982

11)Cuthbert T.M., A portfolio of murder. British Journal of Psychiatry,166:1 - 10,1970.

12) Virkunnen M., Alcohol as a factor precipitanting aggression and conflict -behavior leading to homicide. British Journal of Addiction 69:149 - 154, 1974.

13) Selling L.S., The role of alcoholism in the commission of sex offenders.Medical Recorders 151: 289 - 291, 1940.

14) Rada R.T., Alcoholism and the child molester. Annals of New York Academy of Science, 273: 492-496, 1976.

15) Evans C.M.,  Alcohol ,violence and aggression. British Journal of alcohol and alcoholism, 15:104-117, 1980.

16) Taylor S.P. and Leonard KE. Alcohol and human physical aggression. In: Green R.G. and Donnerstein E.I. (Eds) aggression: theoretical and empirical reviews, Vo1.2, San Diego, Calif. Academic Press, Inc., pp. 77 - 101, 1983.

17) Mendelson J.L and Mello N.K Alcohol: Use and Abuse in America, Boston:Little, Brown & Co., 1985

18) Blake E., Demone H.W., Freeman H.E., Drinking behaviour of delinquent boys. Quart. J.ST. Alcohol, 26, 223, 1965.


Tabella 1. Sentenze esaminate dal 1989 al 1995  
Tabella 2: Sentenze e alcool  
Tabella 3. N. totale dei capi d'imputazione  
Tabella 4. Suddivisione del numero degli imputati in base all'età  
Tabella 5. Reati collegati alla guida in stato d'ebbrezza  
Tabella 6. Reati collegati all'art.668 c.p.  
Tabella 7. Reati collegati all'art.341 c.p.  
Tabella 8. Reati collegati all'art.337 c.p.  
Tabella 9. Reati collegati agli artt 726 e 527 c.p.  
Tabella 10. Reati collegati all'art. 80 c.p.  
Tabella 11. Reati collegati all'art. 651 c.p.  
Tabella 12. Reati collegati agli artt. 635 e 610 c.p.  
Tabella 13. Reati collegati agli artt 582, 589, 590 e 660 c.p.  
Tabella 14. Diminuzioni di pena applicate dal 1989 al 1995  
Tabella 15. Proscioglimenti dal 1989 al 1995  

 

Figura 1. Sentenze esaminate dal 1989 al 1995

Figura 2. Suddivisione degli imputati in base all'età

Figura 3. Reati collegati alla guida in stato d'ebbrezza