BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO ANNO XXIV 2001, n. 1:
Uso
di alcolici in corso di trattamento metadonico a mantenimento
Pierluigi
Vigezzi*, Margherita De Chiara*, Rosella Silenzio*, Roberto Mollica** *Dirigente
Medico I livello, SerT Distretto 4 - ASL Città di Milano, Via Boifava 25,
20142 Milano Tel
0283333547 Fax 0289502894 **Responsabile
Epidemiologia e Ricerca Clinica, Servizio Tossicodipendenze e Patologie
Correlate, ASL Città di Milano Riassunto Per
sondare la presenza e l’entità dell’assunzione di alcol durante il
trattamento metadonico a mantenimento (TMM), abbiamo somministrato ad un
campione di pazienti sottoposti a programma presso il nostro SerT, uno
specifico questionario ideato per sondare se la terapia con agonisti dà
luogo a variazioni sul consumo di alcol. Sono stati casualmente coinvolti
160 pazienti (età media 32+6 anni, 72,5% maschi; rappresentativi
della popolazione generale trattata). I risultati di questa indagine
indicano che il TMM non provoca un aumento rilevante dell’uso di alcol,
ma, al contrario, sembra prevalere una modesta riduzione dell’assunzione.
Inoltre, è verosimile che il campione indagato sia ben orientato circa i
rischi derivati dall’uso di alcolici anche se molti di loro lo usano
comunque. Parole
chiave: Mantenimento metadonico, Poliabuso, Consumo di alcol Abstract Alcohol
intake during methadone maintenance treatment To
investigate the presence and dimension of alcohol intake during methadone
maintenance treatment (MMT), a sample of .patients undergoing our MMT
program was administered a specific questionnaire, aimed at studying
whether therapy based on agonists produces any changes in alcohol
consumption. 160 patients were randomly involved in this study (mean age
32+6 yrs., 72.5% male; representative of our general population).
The results of the survey suggest that MMT does not provoke a significant
increase in alcohol abuse. On the contrary, a slight reduction in intake
prevails. Moreover, it seems that the patients in the sample are well
aware about the risks linked with using alcohol, even though most of them
still use it. Keywords:
Methadone maintenance treatment, Poly-drug abuse, Alcohol consumption Introduzione Lo
scenario delle condizioni di abuso e dipendenza sta subendo, negli ultimi
anni, una sensibile modificazione in riferimento sia agli stili di consumo
che per la varietà di sostanze usate. Anche se ogni tossicodipendente
tende generalmente a preferire un certo tipo di sostanze, i cui meccanismi
di azione ed effetti tendono ad essere molto simili, la situazione di
abuso/dipendenza contemporanea da più sostanze diventa sempre più
frequente. L’alcol, sia per la sua facile e legale reperibilità che per
l’efficacia degli effetti psicotropi, è spesso uno degli ingredienti
del poliabuso; la sua assunzione in associazione ad altre sostanze può
dar luogo a cocktail anche mortali a causa del reciproco potenziamento
degli effetti tossici e stupefacenti sul SNC. Anche gli oppiacei
somministrati a scopo terapeutico possono esporre a questo rischio. I
dati presenti nella letteratura scientifica internazionale, ed in
particolar modo quelli appartenenti ad ampie casistiche statunitensi, sono
a volte contrastanti per quel che concerne l’uso e l’abuso di alcolici
di soggetti eroinomani in terapia sostitutiva con metadone a lungo termine.
Così se alcuni studi evidenziano un incremento dell’uso di alcolici nei
tossicodipendenti in terapia sostitutiva altre indagini rilevano consumi
di alcol ridotti o non significativamente modificati dopo l’inizio della
terapia metadonica.(1, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 19). La prevalenza
dell’uso di alcolici s’attesta mediamente attorno al 50 % ma alcune
rilevazioni sono risultate essere anche sensibilmente diverse
probabilmente perché i metodi di osservazione dei vari gruppi di lavoro
per l’alcolismo sono disomogenei e troppo differenti fra loro (1). La
relazione fra uso o abuso di alcolici e quello di eroina mostra poi
molteplici aspetti: in alcuni soggetti l’uso di alcolici può risultare
semplicemente concomitante all’assunzione di oppiacei, e generalmente il
consumo di alcolici precede l’uso di metadone ed eroina. In altri casi
la personalità particolarmente “dipendente” dell’individuo fa sì
che questi possa abusare di
diverse sostanze insieme o in alternativa. Infine un non adeguato
controllo del craving da parte della terapia sostitutiva condotta a
dosaggio non personalizzato in una delle sue fasi può favorire il
tentativo di compensazione attraverso l'assunzione di alcolici. ( 17, 18
). L’esistenza di una situazione così variegata e disomogenea ci ha fornito lo spunto per svolgere una indagine al fine di conoscere la prevalenza e l’entità approssimativa del consumo di alcolici in un campione di tossicodipendenti che afferisce al nostro SerT per la terapia metadonica. Inoltre abbiamo deciso di osservare se la terapia sostitutiva avesse determinato modificazioni rilevanti nell’uso di alcolici da parte degli utenti. Infine abbiamo voluto ricercare le motivazioni all’assunzione di alcol del nostro campione di soggetti eroinomani considerandone ancora le opinioni riguardo all’alcol e ponendole poi a confronto con quelle emerse da una precedente indagine svolta presso un campione di popolazione di giovani non tossicodipendenti nel Nord Italia (2). Materiali
e metodi
Per
svolgere la nostra indagine ci siamo avvalsi di un questionario prendendo
spunto in particolar modo da due questionari in precedenza utilizzati per
ricerche simili alla nostra svolte presso il SER.T. di Cagliari (1) e
presso una popolazione di giovani del Nord Italia ( 2). Il
questionario si compone di tre sezioni : -
La prima
contiene essenziali dati socioanagrafici e clinici relativi all’utente -
La
seconda sezione, ricavata seguendo le tracce del questionario eseguito
presso il Sert di Cagliari (1), si compone di
domande per indagare l’assunzione di alcolici dell’utente e le
possibili influenze che il metadone può avere determinato; le domande
sopracitate sono state “stemperate” da domande riguardanti l’uso di
droghe leggere (cannabinoidi), sostanze nei confronti delle quali
generalmente gli utenti non hanno preconcetti che possano alterare la
sincerità delle risposte. Inoltre alcune domande sono risultate essere
anche di controllo per verificare la coerenza e quindi in parte anche
l’affidabilità delle dichiarazioni dell’utente. Per
la valutazione quantitativa degli alcolici abbiamo considerato una
gradazione di 12° per il vino, di 5° per la birra, di 18° per gli
aperitivi alcolici e di 40° per i superalcolici. (2, 3, 4, 5, 6, 7, 9 ).
Successivamente abbiamo suddiviso i nostri utenti che assumono alcolici in
: bevitori
moderati - fino a 50gr/die di alcol per i maschi e 30 gr/die di alcol per
le femmine bevitori
forti - fino a 70 gr/die di alcol per i maschi e 50 gr/die per le femmine bevitori
eccessivi - maggiore di 70gr/die di alcol per i maschi e 50 gr/die per le
femmine. La
terza parte del questionario si occupa di evidenziare le motivazioni
all’uso di alcol e le opinioni riguardo al consumo di alcol dei nostri
utenti tossicodipendenti. Questa sezione deriva da una parte di una
precedente indagine condotta su giovani non tossicodipendenti (2) ed è
stata solo un poco adattata alla popolazione di riferimento di questa
analisi. Si è voluto così evitare di utilizzare questionari già
standardizzati (MAST, CAVE, etc.) (19) in quanto contengono domande
esclusivamente finalizzate a conoscere un eventuale abuso di sostanze
alcoliche. Tale riscontro diretto avrebbe potuto determinare atteggiamenti
d’insincerità e d’inaffidabilità fra gli utenti sia per la tipologia
dei soggetti sia per il timore di poter perdere dei benefici
acquisiti nel corso della terapia sostitutiva come per esempio
l’affido. Il
paziente ha risposto al questionario senza l’interferenza
dell’operatore cosicché non è stata alterata la spontaneità e
l’attendibilità delle risposte. A
tutti è stato garantito l’anonimato. Risultati Il
campione della rilevazione, effettuata nel gennaio-febbraio ’97, è
composto da 160 utenti (72,5% maschi), scelti del tutto casualmente;
ciononostante è risultato sufficientemente rappresentativo dell’utenza
che afferisce al SerT. quotidianamente per la terapia con farmaco
sostitutivo. Infatti, l’età media della popolazione in esame è
risultata essere di 32+6 anni, dieci anni invece è stata la media
del periodo di tossicodipendenza degli utenti intervistati mentre 12 anni
è stata la media del periodo di uso di oppiacei dal momento del primo
contatto con l’eroina; queste caratteristiche sono in accordo con
l’utenza complessiva sottoposta a terapia metadonica. Venti mesi è
stato il periodo medio dichiarato d’adesione al programma terapeutico a
base di sostitutivi. Il
61% degli utenti si è dichiarato occupato, il 25% disoccupato; il 47% ha
scolarità media inferiore, il 41% scolarità media superiore; il 56% è
risultato essere celibe/nubile, il 14% coniugato mentre il 24% è
convivente. Il
57,5% (92 soggetti) del campione dichiara di far uso di sostanze alcoliche
e tale percentuale sale poi al 61,5% (98 soggetti) se si considerano i
risultati dell’item n° 4 relativo all’assunzione di alcolici lontano
dai pasti. Tra
i 98 bevitori individuati, 15 riferiscono di avere iniziato ad assumere
alcolici in concomitanza con la terapia metadonica mentre 11 dichiarano di
bere di più dall’inizio della terapia metadonica. Per contro una parte
dei bevitori (21 pazienti) dichiara di bere di meno, mentre sono 61 coloro
i quali non hanno modificato l’assunzione di alcolici da quando hanno
intrapreso la terapia con metadone. L’86% degli utenti che non usano
attualmente alcolici (in totale 62 soggetti) già lo faceva
precedentemente all’inizio della terapia con metadone. Dalla
rilevazione del dato quantitativo relativo al consumo di alcolici abbiamo
ricavato che il 15% degli intervistati è risultato essere nelle categorie
dei bevitori forti/eccessivi. Le
motivazioni che più frequentemente vengono portate per l’uso di
alcolici sono riassunte nella Tab. 1 e non sembrano discostarsi molto da
quanto emerso nell’indagine del 1994 (2), sebbene il target di questa
fosse costituito da una popolazione non tossicodipendente. Secondo
il 94% dei casi l’alcol dà dipendenza; 1-2 bicchieri di vino possono
fare bene alla salute per oltre il 60% degli utenti intervistati. Un uso
frequente ma non eccessivo di alcol può dare danni psico-fisici di entità
medio-grave secondo poco meno del 60% dei nostri utenti e già quantità
di vino inferiori o pari a 2l/die possono essere sufficienti per rovinare
la salute secondo oltre il 60% degli intervistati. Discussione Svolgere
indagini epidemiologiche per avere informazioni anche solo qualitative
sull’uso/abuso di alcolici ha sempre costituito un compito non semplice
per svariati motivi (1,2,4,6). Numerosi appaiono i preconcetti che la
popolazione evidenzia attorno al consumo di alcol ed è pressoché
costante il riscontro di un atteggiamento di negazione che i soggetti
assuntori di alcol evidenziano quando vengono chieste loro informazioni
sul proprio uso di alcol. Differenti poi appaiono i metodi di osservazione
sul fenomeno alcolismo fra i vari gruppi di indagine. Diventa
poi ancor più complicato ottenere dati affidabili quantitativi sul
consumo di alcolici (5,6,7,9) sia per l’atteggiamento spesso volutamente
poco preciso per difetto dell’intervistato sia per la difficoltà a
radunare in categorie omogenee le numerosissime sostanze alcoliche in
commercio. In
questa nostra esperienza l’incidenza del consumo di alcolici sembra
essere un poco superiore a quanto riscontrato nel 1986 a Cagliari (54%)
(1): tenendo in considerazione che la tendenza a negare l’assunzione di
alcolici è costantemente presente in tali studi, dobbiamo forse
ipotizzare che l’avere inserito in due domande richieste dettagliate
circa la tipologia e la quantità di alcolici assunti abbia permesso di
migliorare la sensibilità dell’intervista relativa ai consumatori di
alcolici, anche senza avere il fine di un più preciso riscontro
quantitativo. In secondo luogo il rilievo di diversi dati d’incidenza
dell’uso di alcol può essere stato influenzato dal fatto di avere
svolto indagini in luoghi diversi, Milano e Cagliari, con differenti
abitudini anche relative all’assunzione di alcolici. Il
confronto con indagini su popolazioni differenti dalla nostra e più
generali e aspecifiche sembra evidenziare dati del tutto simili a quanto
rilevato nella nostra indagine: così ad esempio l’incidenza di
consumatori di alcol è stata del 61,5% in un campione di popolazione di
circa 200 giovani del Nord Italia in Milano (2), mentre è risultato
essere di circa il 70% il medesimo dato relativo ad un campione di
popolazione generale sempre dell’area milanese (4). Tali rilievi stanno
forse a significare che l’assunzione di alcolici in soggetti
eroinodipendenti non sembra differire molto da quella della popolazione
generale, almeno da quella dello stesso territorio. In questa direzione
possiamo forse interpretare gli altri dati emersi a proposito
dell’assunzione di alcolici nei nostri utenti. In sostanza la terapia
metadonica non sembra influenzare in modo significativo l’uso di
alcolici: il 66% dei casi non ha modificato il consumo di alcolici dopo
l’inizio della terapia sostitutiva ,e l’86% dei casi che dichiarano di
non usare alcolici lo faceva anche precedentemente all’inizio della
terapia metadonica. Solo il 16% dei nostri utenti ha cominciato a far uso
di alcolici dopo l’inizio della terapia metadonica e il 12% dichiara di
consumare più alcolici da quando è in terapia con il metadone. Per
le motivazioni precedentemente riportate consideriamo il dato relativo
alla quantità di alcolici consumati probabilmente approssimativo e
sottostimante la realtà. Da un confronto con la ricerca svoltasi a Milano
(4) emerge che circa il 25% di un campione di popolazione di Milano é
considerata nella categoria di bevitori forti/eccessivi, forse a ulteriore
conferma della non dissimile incidenza di consumatori di alcolici fra una
popolazione generale ed una più particolare come quella di eroinomani.
Rilevare comunque che 28 utenti su 160 si sono dichiarati bevitore forte/eccessivo
pur tenendo in considerazione la variabile tolleranza individuale
all’alcol, crediamo possa in primo luogo favorire la discussione tesa a
sollecitare maggiore attenzione per il riconoscimento eziopatogenetico e
clinico e quindi per un eventuale intervento terapeutico dei casi di abuso
di alcol, anche in considerazione della maggiore incidenza nei
tossicodipendenti rispetto alla popolazione generale di patologie
concomitanti come, per esempio, le epatopatie su base virale. Nella
terza sezione della nostra indagine possiamo rilevare che le motivazioni
che prevalentemente portano all’uso di alcol rilevate sembrano essere
del tutto simili a quelle riscontrate da altri autori (2). Forse rispetto
a quanto dichiarato da questi ultimi le motivazioni addotte dai nostri
utenti sull’uso di alcol sembrano più frequentemente di pertinenza
individuale piuttosto che in relazione agli altri o all’ambiente
circostante. I
restanti dati evidenziano un buon orientamento dei nostri utenti a
proposito della problematica dell’alcolismo. Conclusioni La
terapia metadonica non sembra influenzare l’assunzione di alcolici nel
nostro campione di popolazione di eroinomani. Sono
di pertinenza perlopiù individuale le motivazioni all’uso di alcol
addotte dagli utenti indagati, che peraltro mostrano di avere un discreto
orientamento sulla problematica alcolismo. Bibliografia 1)
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M.I. Axerio: “Il bere a Milano”. Progetto Città Sane, 1994. 5)
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G. Rausa: "L’alcol in Italia: aspetti epidemiologici, clinici e
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e sull’alcolismo in Italia ” In Gallimberti: Alcologia Masson 1986. 7)
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B,.Stimmel, M, Cohen et al: ”Is treament for alcoholism effective in
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163-166, 1994. 19
) Bollettino per le Farmacodipendenze e l’Alcolismo. Supplemento al n°1
ANNO XXI 1998. Tabella 1. Motivazioni riportate dagli intervistati alla domanda con possibilità di risposta multipla |
In
quali situazioni ti è d'aiuto un pò d'alcol?
|
Nr.
risposte
|
|
Per
rilassarsi |
33 |
|
Per
digerire |
30 |
|
Per
ospitalità |
22 |
|
Per
avere più coraggio nell'affrontare persone o situazioni |
19 |
|
Per
abitudine |
18 |
|
Per
dissetarsi |
16 |
|
Perchè
si è soli |
15 |
|
Perchè
una buona bevuta ti fa stare meglio |
14 |
|
Per
passare il tempo |
13 |
|
Per
facilitare il benessere con il partner in intimità |
5 |
|
Per
sopportare lo sforzo fisico |
4 |
|
Perchè
fa bene all'organismo |
2 |
|
Per
potenziare l'effetto del metadone |
2 |
|
Perchè
lo fanno tutti |
1 |
|
Perchè
in certe situazioni non ci si può sentire diversi dagli altri |
1 |
|
Perchè
capita di non farcela ad andare avanti senza bere |
1 |
|
Per
studiare o lavorare |
0 |
|
Altro |
8 |