MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
PROVVEDIMENTO 10 APRILE 2002

Atto di indirizzo generale per la presentazione da parte delle Amministrazioni dello Stato dei progetti da finanziare con le risorse del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga.

Gazzetta Ufficiale N. 100 del 30 Aprile 2002

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

I progetti prodotti dalle Amministrazioni dello Stato dovranno rispettare le seguenti caratteristiche: il carattere sperimentale. Si tratta di individuare e di verificare sul territorio tipologie esemplari di intervento che, singolarmente o in rete, siano in grado di: a) affrontare con efficacia le nuove forme della tossicodipendenza soprattutto giovanile, a partire dalla complessiva conoscenza attraverso l'integrazione delle fonti del loro manifestarsi ed evolversi fino all'offerta di servizi differenziati e mirati nonche' alla preparazione e all'aggiornamento continuo degli operatori del settore; b) tener conto dei nuovi indirizzi tecnico-politici in
materia nei quali particolare attenzione va riservata all'azione di prevenzione per aumentare la consapevolezza dei rischi derivanti dal contatto con le droghe e dalle recidive, di recupero e di
riabilitazione per riacquistare una normale dimensione di salute e di vita libera da ogni droga, di integrazione sociale e nel mercato del lavoro per una piena affermazione del diritto di cittadinanza e di lavoro per ciascuna persona alla conclusione dei trattamenti; il carattere di indirizzo metodologico. I progetti devono riguardare "azioni di sistema" cioe' azioni trasversali rivolte alla creazione di un sistema organico di servizi integrati, alla sperimentazione di standard minimi omogenei di funzionamento, all'individuazione di buone prassi da capitalizzare, riprodurre, diffondere, proponendo linee guida, indicatori, modelli, strumenti, procedure di gestione innovativi. Tali progetti si collocano naturalmente in uno spazio intermedio tra iniziative regionali e interventi europei e transnazionali. Da tale punto di vista essi devono da un lato tener conto degli indirizzi dell'Unione europea e delle Nazioni Unite sulla materia, dall'altro prefigurare delle attivita' di supporto e sostegno al pieno sviluppo della capacita' programmatoria e gestionale delle regioni, garantendo alcune fondamentali omogeneita', pur nel rispetto delle diversita' e specificita' territoriali. E' pertanto evidente che non possono essere finanziati progetti relativi alle attivita' sia rientranti nella "normale" competenza istituzionale delle Amministrazioni centrali dello Stato sia sovrapposte o in concorrenza con quelle delle regioni in materia di prevenzione, riabilitazione, reinserimento. I progetti nazionali di sistema devono altresi' apportare "valore aggiunto" alle differenziate azioni territoriali, coerenti con l'obiettivo di promuovere e garantire ovunque comuni basi minime alla riorganizzazione della prevenzione e all'erogazione di moderni servizi da parte delle componenti pubbliche e del privato sociale accreditato, nonche' all'attivazione dei principali strumenti tecnici collegati; il principio del coordinamento e dell'integrazione. Le proposte progettuali si devono armonizzare con l'attivita' svolta dall'Osservatorio permanente istituito presso la Direzione generale delle tossicodipendenze, tenendo conto delle competenze previste dalla legislazione vigente e degli obiettivi fissati a livello comunitario. Esse dovranno essere in consonanza con le rilevanze scientifiche che emergeranno dai lavori del Comitato scientifico dell'Osservatorio e tener conto delle indicazioni del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga e del Commissario straordinario del Governo per le politiche antidroga. Al fine di evitare il rischio di sovrapposizioni di iniziative e disomogeneita' sia nei contenuti che nella scelta dei destinatari, risulta indispensabile che nei progetti siano puntualmente descritti gli utenti ed effettuata una preliminare verifica, da parte delle Amministrazioni, che non vi siano in corso a livello locale, regionale o interregionale progetti analoghi; la valutazione della qualita' e l'autovalutazione. La misurazione della qualita' e' un aspetto complesso che occorre affrontare in modo specifico con l'individuazione di indicatori fondamentali di settore anche facendo riferimento ad esperienze sviluppate in altre realta', da adattare al sociale, con riferimento a: standard di qualita' delle strutture, delle competenze degli operatori, del contenuto delle prestazioni, ecc. Si tratta comunque di evitare la duplicazione di interventi di routine, o semplicemente la ripetizione di quelli gia' realizzati senza la disponibilita' di dati sul loro impatto. Occorre, altresi', evitare la frammentazione e dispersione delle proposte costruendo tra le Amministrazioni interessate ipotesi progettuali "partenariali" in cui le competenze e le missioni specifiche trovino interconnessioni proficue e virtuose determinando reciprocamente un aumento di efficacia dei risultati.
L'autovalutazione del raggiungimento dei risultati prefissati e' uno strumento indispensabile per tutti i soggetti che devono interpretare i fenomeni e programmare gli interventi di settore. Vanno percio' previsti nell'impianto del progetto percorsi valutativi a cui destinare risorse certe all'interno del budget nell'ordine del 5% - 8% come indicano fonti europee ed internazionali. Particolare rilievo assumono i progetti di formazione ed aggiornamento dei quadri tecnici, amministrativi e dei consulenti istituzionali delle Amministrazioni dello Stato nei nuovi indirizzi tecnici in materia.

Aree di intervento progettuale. 
I progetti presentati devono prevedere interventi mirati in precise aree, in particolare: sostanze di nuovo consumo: il rapido aumento di categorie di consumatori che assumono sostanze diverse dall'eroina, che utilizzano sempre piu' eccitanti, che non si considerano "tossicodipendenti" evidenzia la necessita' di una riorganizzazione dei servizi attuali, con particolare riferimento alla dislocazione, al funzionamento, agli orari, al contenuto, alle finalita' delle prestazioni, alle competenze del personale impiegato. Si tratta di ricercare e proporre una configurazione innovativa rivolta alle strutture pubbliche e private, in grado di contrastare la "normalita'" dell'uso delle droghe, evitare la commistione tra utenze molto differenziate, sperimentare iniziative personalizzate "fatte su misura". Risulta indispensabile rivolgere la massima attenzione non solo su eventi singoli o sui classici luoghi di divertimento quali le discoteche, ma sull'intero sistema aggregativo o di gestione del tempo libero riferito al mondo giovanile (palestre di body building, ludoteche, sale da gioco tradizionali o elettroniche, sedi per il tifo organizzato, ecc.). Ricerche/intervento sull'uso delle droghe da parte della "popolazione-bersaglio" di riferimento appare ormai quanto mai necessario. Il rapido mutare della composizione delle cosiddette "pasticche" richiede una rapida conoscenza della composizione delle stesse, che non puo' essere effettuata solo tramite l'analisi delle sostanze sequestrate dalle Forze dell'Ordine. Si tratta del reperimento delle analisi in tempo reale di cio' che viene utilizzato in un dato contesto. Precedenti tentativi di individuare un sistema di allarme rapido sulle modificazioni nella composizione delle droghe sintetiche e relativi effetti nocivi sulla salute, hanno incontrato notevoli difficolta' e non hanno ancora portato ad un risultato apprezzabile. Sperimentare soluzioni innovative in tale ambito rappresenta pertanto una priorita'.

Riduzione della cronicita'.
Al fine di ridurre il tasso di cronicita' nei soggetti tossicodipendenti in trattamento prodotto in parte dalla natura stessa della tossicomania ma anche da interventi inefficaci e poco articolati possono essere predisposti progetti di: disintossicazione, osservazione, diagnosi e cura propedeutici al trattamento riabilitativo; centri diurni riabilitativi a media ed alta soglia (drug-free) utilizzabili come programmi di avvio alla fase riabilitativa, di rientro e/o di pieno trattamento terapeutico-riabilitativo per fasce particolari di utenza (lavoratori, donne con figli, professionisti, ecc.); centri post-cura riabilitativa nei quali affrontare le problematiche psicosociali successive alla conclusione di programmi riabilitativi drug-free e finalizzati alla prevenzione delle recidive; intervento per il trattamento precoce di giovani e giovanissimi consumatori di droghe "leggere" e di "nuove droghe" segnalati dalla Prefettura o dalla famiglia. Tali interventi devono svolgersi in servizi diversi dagli attuali servizi pubblici per le tossicodipendenze al fine di evitare commistione, promiscuita' e contagio tra utenze con problematiche diverse; intervento riabilitativo per i tossicodipendenti sottoposti a procedimenti giudiziari realizzato in collaborazione tra le istituzioni giudiziarie e gli enti ausiliari riabilitativi;incentivazione per i servizi pubblici (Ser.T. e dipartimento per le dipendenze patologiche) finalizzata a ridurre la quota di utenti in carico ai servizi stessi che risultano cronicamente trattati in favore della quota di utenti avviati a programmi riabilitativi evolutivi condotti in condizioni drug-free; incentivazione per le strutture riabilitative che adottano modalita' di interventi integrati bio-psico socio educativo garantendo con la complessita' e l'integrazione degli interventi un abbassamento del tasso di recidivi post-comunitarie; ricerca sulla mortalita' diretta ed indiretta da droghe e sostanze psico attive, sugli effetti biopsicosociali delle terapie sostitutive di lunga durata e di trattamenti riabilitativi residenziali e non di lunga durata, sulla comparazione tra gli uni e gli altri tipi di trattamento; interventi di bassa soglia che sperimentino nuove modalita' di
approccio del target tossicomanico non legando necessariamente tali interventi alla somministrazione di farmaci sostitutivi. 

Tossicodipendenza femminile. la condizione di tossicodipendenza nelle donne ha spesso effetti maggiormente devastanti che nell'uomo per la contemporanea presenza di problematiche connesse con la prostituzione. La situazione diventa ancora piu' complicata in presenza di eventi collegati con la maternita', con effetti negativi anche sulla competenza genitoriale: si tratta di promuovere e verificare l'efficacia di modelli operativi di rete di facile accessibilita' volti alla tutela della salute della donna, del minore, della famiglia, in grado di intervenire in modo coordinato sin dal momento in cui si manifesta la gravidanza.

Formazione ed aggiornamento degli operatori e loro salvaguardia dal rischio di "burn-out". alla luce delle nuove politiche sociali e delle esigenze di accreditamento delle strutture che erogano servizi, nonche' tenuto conto dei sempre piu' rapidi mutamenti del mercato delle sostanze che inducono dipendenze, risulta indispensabile una diffusa azione di aggiornamento e formazione degli operatori del settore che veda compartecipi con pari dignita' i soggetti sia del pubblico che del privato sociale, svolta secondo programmi esemplari, condivisi dalle regioni, da capitalizzare e riprodurre. In particolare si dovranno favorire progetti formativi che puntino ad una prima inclusione e riconoscimento delle figure professionali atipiche presenti soprattutto nell'area riabilitativa e preventiva. vi e' altresi' necessita' di realizzare articolate indagini conoscitive con finalita' operative sulla condizione di vita e di lavoro di tale categoria di lavoratori. In una prospettiva di ricerca-azione tale indagine deve evidenziare i fattori soggettivi e di contesto che possono indurre fenomeni di stress lavorativo e mirare sia a mettere a punto e valicare strumenti di procedure e monitoraggio delle situazioni critiche che definire linee di intervento funzionali alla "protezione" degli interessati da fattori/condizioni di rischio e di disagio psicologico e sociale. L'applicazione in chiave sperimentale di tali procedure deve condurre alla elaborazione di un manuale di "buone pratiche" in materia. Vi e' altresi' la forte esigenza di formazione ed aggiornamento di quadri amministrativi, tecnici e consulenti delle amministrazioni statali coinvolti nella programmazione e gestione delle attivita' ministeriali in materia di droghe.

Valutazione.
Nell'ambito delle competenze e della riorganizzazione dell'Amministrazione centrale dello Stato non puo' non esserci l'obiettivo di predisporre un sistema di valutazione efficace ed indipendente sull'impatto del Fondo nazionale per la lotta alla droga, complessivamente considerato, che consenta anche una piu' idonea ripartizione nell'ambito delle regioni e delle Amministrazioni centrali delle risorse basata sull'efficacia e sull'efficienza dei progetti realizzati. Si tratta di elaborare e di testare alcuni indicatori fondamentali da condividere con i soggetti istituzionali interessati per la conoscenza adeguata dei processi attivati, indispensabile per l'esame costi-benefici delle iniziative intraprese, per una piu' incisiva e corretta programmazione regionale e nazionale degli interventi, per l'individuazione e la riproduzione delle buone prassi, per sviluppare una sana competizione tra le azioni, per consentire di attuare benchmark dei progetti a livello nazionale ed europeo. Particolare attenzione dovra' essere dedicata ad una valutazione retrospettiva di programmi finanziati col Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga che possa orientare nel modo migliore le future progettazioni delle Amministrazioni dello Stato.

Reinserimento professionale e lavorativo. La formazione e il reinserimento del mercato del lavoro vanno considerati obiettivi altrettanto importanti rispetto a quelli della terapia e della riabilitazione rappresentandone l'ottimale conclusione. Si tratta di individuare percorsi integrati di sostegno e promozione dell'occupazione (informazione, orientamento, formazione, assistenza tecnica, tutoraggio, forme flessibili di impiego in azienda o nel lavoro autonomo....), utilizzando anche la rete dei nuovi servizi territoriali dell'impiego, con particolare attenzione alle problematiche psicosociali successive al termine del percorso terapeutico di uscita. Si tratta altresi' di individuare delle modalita' di informazione e sensibilizzazione rivolte ai datori di lavoro e ai lavoratori e ai loro organismi sindacali rispetto ai fenomeni delle tossicodipendenze nell'ambito dei luoghi di lavoro, da un lato per prevenire tali fenomeni dall'altro per sviluppare la necessaria disponibilita' ad "accettare" senza emarginazioni coloro che hanno completato i programmi riabilitativi.

Sperimentazioni da sviluppare in collaborazione con altri Paesi dell'Unione europea in una logica transnazionale. Realizzazione di studi e ricerche sugli aspetti sociali e sanitari legati alla mobilita' di gruppi a rischio all'interno dell'Unione europea, in particolare se provenienti da Paesi extracomunitari e se composti da migranti e da profughi. Attuazione di indagini sui problemi causati dal cosiddetto turismo della droga. Promozione di studi e ricerche su altre forme di dipendenza patologica (soprattutto l'alcool e anche il gioco d'azzardo, i videogiochi, internet ...). 

Elaborazione di ipotesi di programma comunitario di prevenzione da proporre a livello di comunita' europea. Tale programma dovra' essere ispirato al necessario contrasto alla "normalita'" dell'uso di droghe, alla proposizione di spazi e modalita' di intervento per persone a rischio soprattutto se minori esposti a rischio specifico di contatto con le droghe, alla proposizione di stili di vita e di comportamento lontani dall'uso delle droghe ed adottabile anche incontesti difficili.
Roma, 10 aprile 2002
Il Ministro: Maroni


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato