Deliberazione del cipe 12 marzo 1991 (pubbl. sulla G.U. n. 83 del 9 aprile 1991) Ripartizione di una quota relativa al finanziamento dei servizi pubblici per le tossicodipendenze

IL COMITATO INTERMINISTERIALE

PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 26 giugno 1990, n. 162, recante aggiornamento, modifiche ed integrazioni alla legge 22 dicembre 1975, n. 685, concernente la disciplina di sostanze stupefacenti e psicotrope, nonché la prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza;

Visto, in particolare, l’art. 27 della predetta legge n. 162/1990 che prevede, per il potenziamento dei servizi pubblici per le tossicodipendenze, un finanziamento di 30 miliardi di lire per il 1990 e di 240.600 miliardi di lire per ciascuno degli anni 1991 e 1992.

Considerando che in base al predetto art. 27 della legge n. 162/1990 la determinazione dell’organico e delle strutture organizzative-funzionali dei servizi per le tossicodipendenze è affidata al Ministro della sanità, che vi provvede con proprio decreto, di concerto con il Ministro per gli affari sociali:

Vista la proposta del Ministro della sanità in data 16 gennaio 1991, concernente la ripartizione tra le regioni e le provincie autonome interessate, per le finalità di cui alla legge n. 162/1990, della somma di 30 miliardi di lire per il 1990, con le stesse modalità del Fondo sanitario nazionale;

Ritenuto che in base alla predetta proposta, in attesa dell’attuazione della disciplina prevista dalla più volte citata legge n. 162/1990, si debba tenere conto, nella ripartizione delle risorse disponibili, del numero delle strutture attualmente esistenti e del numero dei tossicodipendenti che affluiscono alle strutture stesse;

Considerato che la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e regioni ha espresso il proprio parere in data 19 dicembre 1990;

Delibera:

È assegnata, alle regioni e province autonome interessate, per le finalità indicate in premessa, la somma di 30 miliardi di lire per il 1990, con le stesse modalità del Fondo sanitario nazionale.

Il predetto importo è ripartito, secondo l’allegata tabella, che fa parte integrante della presente deliberazione.

Roma, 12 marzo 1991

                Il Presidente delegato

                Cirino Pomicino

Ripartizione quota per potenziamento servizi TOSSICODIPENDENTI (legge 26 giugno 1990, n. 162)

Regioni N. strutture Numero tossicodipendenti 50% Secondo strutture (*) 50% Secondo(*) tossicodipendenti Totale (*)
Piemonte 66 4.803 1.9 1.331 3.231
Valle d’Aosta 1 154 29 43 72
Lombardia 96 10.815 2.764 2.997 5.761
Provincia aut. di Bolzano 4 483 115 134 249
Provincia aut. di Trento 1 356 29 99 128
Veneto 36 5.695 1.036 1.578 2.614
Friuli-Venezia Giulia 12 1.06 345 294 639
Liguria 20 2.612 576 724 1.3
Emilia-Romagna 41 5.639 1.18 1.562 2.742
Toscana 43 3.239 1.238 897 2.135
Umbria 8 788 230 218 448
Marche 24 1.295 691 359 1.05
Lazio 43 2.856 1.238 791 2.029
Abruzzo 9 873 259 242 501
Molise 4 131 115 36 151
Campania 24 2.834 691 785 1.476
Puglia 37 5.207 1.065 1.443 2.508
Basilicata 6 274 173 76 249
Calabria 16 603 461 167 628
Sicilia 24 2.603 691 721 1.412
Sardegna 6 1.817 174 503 677
Totale 521 54.137 15 15 30
(*) In milioni di lire.

 

Legge 27 maggio 1991, N. 165 (pubbl. sulla G.U. n. 127 del 1° giugno 1991)
Obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite virale B

 

 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato:

 

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Promulga

 

la seguente legge:

 

 

Art. 1.

 

1) Al fine di prevenire l’insorgere e la diffusione dell’epatite virale B, la vaccinazione contro tale malattia è obbligatoria per tutti i nuovi nati nel primo anno di vita.

2) Limitatamente ai dodici anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, la vaccinazione è obbligatoria anche per tutti i soggetti nel corso del dodicesimo anno di età.

 

 

Art. 2.

 

1) È fatto obbligo ai presidi delle unità sanitarie locali e ai presidi del Servizio sanitario nazionale di effettuare i cicli vaccinali primari e di richiamo ai soggetti di cui all’articolo 1 secondo le condizioni e le modalità previste con decreto del Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2) La certificazione dell’avvenuta vaccinazione è rilasciata gratuitamente dall’unità sanitaria locale o dal presidio del Servizio sanitario nazionale o è effettuata mediante autocertificazione in conformità all’articolo 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

3) La certificazione dell’avvenuta vaccinazione è presentata all’atto della prima iscrizione alla scuola dell’obbligo, a partire dal sesto anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tale certificazione è altresì presentata dagli studenti della scuola media inferiore al momento dell’ammissione agli esami di licenza.

4) La certificazione dell’avvenuta vaccinazione dei nuovi nati è presentata per l’ammissione a comunità infantili permanenti o transitorie, aperte o chiuse, compresa la scuola materna.

5) L’autocertificazione contiene l’indicazione della unità sanitaria locale o del presidio del Servizio sanitario nazionale che ha effettuato la vaccinazione.

 

 

Art. 3.

 

1) Permane invariato il diritto alla vaccinazione contro l’epatite virale B dei soggetti appartenenti alle categorie a rischio, individuate con decreto del Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

 

 

Art.4.

 

1) È fatto obbligo ai presidi delle unità sanitarie locali e ai presidi del Servizio sanitario nazionale di vaccinare gratuitamente, su richiesta, i soggetti di cui all’articolo 3, rilasciandone la relativa attestazione.

 

 

Art. 5.

 

1) Le gestanti devono sottoporsi ad un esame di sangue per la ricerca dello HBsAg al terzo trimestre di gravidanza.

2) I responsabili delle strutture sanitarie pubbliche e private ove viene effettuato il parto hanno l’obbligo di disporre l’esecuzione dell’esame di cui al comma 1 qualora esso non sia stato già effettuato.

3) Le spese per l’adempimento degli obblighi di cui al presente articolo sono a totale carico del Fondo sanitario nazionale.

4) La vaccinazione dei nati da madre HBsAg positiva è effettuata secondo le modalità previste dal decreto del Ministro della sanità di cui all’art. 2, comma 1.

 

 

Art. 6.

 

1) Presso ogni unità sanitaria locale è tenuto un archivio delle vaccinazioni effettuate.

 

 

Art. 7.

 

1) Coloro che esercitano la potestà parentale o la tutela sul minore, il direttore dell’istituto di assistenza pubblico o privato in cui il minore è ricoverato o la persona cui il minore sia stato affidato ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono responsabili dell’ottemperanza all’obbligo delle vaccinazioni di cui alla presente legge.

2) Il contravventore all’obbligo di cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire cinquecentomila.

3) All’accertamento delle violazioni e alla irrogazione delle sanzioni amministrative provvedono gli organi competenti in base alla normativa regionale.

 

 

Art. 8.

 

1) La somministrazione del vaccino ai soggetti di cui all’articolo 1 ed alle categorie dei cittadini a rischio di cui all’articolo 3 è esente da ogni forma di partecipazione economica dei cittadini.

2) Nei casi di cui al comma I gli oneri relativi all’approvvigionamento del vaccino, alle prestazioni del personale sanitario e parasanitario, agli esami di laboratorio e qualsiasi altra spesa necessaria per la somministrazione del vaccino sono a totale carico del Fondo sanitario nazionale e sono compensati dalle minori spese conseguenti all’introduzione della vaccinazione obbligatoria.

 

 

Art. 9.

 

1) La presente leggi si applica anche a tutti i cittadini stranieri residenti o, comunque, con stabile dimora nel territorio nazionale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

 

Data a Roma, addì 27 maggio 1991

 

COSSIGA

 

Andreotti

Presidente del Consiglio dei Ministri

 

De Lorenzo

Ministro della Sanità

 

Visto, il Guardasigilli: Martelli

 

 

 

NOTE

 

 

Avvertenza:

 

Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell’art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

 

 

Nota all’art. 2:

 

—Il testo dell’art. 18 della legge n. 241/1990 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) è il seguente:

«Art. 18. — 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le amministrazioni interessate adottano le misure organizzative idonee a garantire l’applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di presentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche amministrazioni di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni e integrazioni. Delle misure adottate le amministrazioni danno comunicazione alla commissione di cui all’art. 27.

2. Qualora l’interessato dichiari che fatti, stati e qualità sono attestati in documenti già in possesso della stessa amministrazione procedente o di altra pubblica amministrazione, il responsabile del procedimento provvede d’ufficio all’acquisizione dei documenti stessi o di copia di essi.

3. Parimenti sono accertati d’ufficio dal responsabile del procedimento i fatti, gli stati e le qualità che la stessa amministrazione procedente o altra pubblica amministrazione è tenuta a certificare».

 

 

Nota all’art. 7:

 

— La legge n. 184/1983, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 133 del 17 maggio 1983, reca: «Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori».

 

 

Lavori preparatori

 

Camera dei deputati (atto n. 5067)

 

Presentato dal Ministro della sanità (DE LORENZO) il 7 settembre 1990.

Assegnato alla XII commissione (Affari sociali), in sede legislativa, il 18 ottobre 1990, con pareri delle commissioni I, II, V e VII.

Esaminato dalla XII commissione il 5, 7, 12, 13, 14 febbraio 1991 e approvato il 19 febbraio 1991.

 

 

Senato della Repubblica (atto n. 2687)

 

Assegnato alla 12ª commissione (Sanità), in sede deliberante, il 6 marzo 1991, con pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 7ª e della commissione per le questioni regionali.

Esaminato dalla 12ª commissione l’8 maggio 1991 e approvato il 9 maggio 1991.