BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO

Rassegne Bibliografiche & Recensioni

 

L'IDENTITA' DEL TOSSICODIPENDENTE FUORI DAL PREGIUDIZIO

 

Mc Intosh J., Mc Keganey N.: "Addicts narratives of recovery from drug use: constructing a non addict identity", Social Science and Medicine, 50: 1501-1510, 2000

 

Permane in molte persone l'idea che un tossicodipendente sia destinato ad un percorso mortale, mentre č noto come in una percentuale rilevante vi sia una guarigione od un miglioramento rilevante sia per maturazione spontanea sia per l'effetto dei trattamenti.

Due sociologi dell'Universitā di Glasgow hanno condotto interviste semistrutturate su 70 tossicodipendenti in via di recupero. Tutta l'intervista era indirizzata alla diretta conoscenza di come era avvenuto o stava avvenendo un processo di ricostruzione della propria identitā.

Tre sono state le aree nelle quali i vari racconti si sono caratterizzati:

1)         Una reinterpretazione del proprio stile di vita da "tossico": in gran parte dei casi dalla descrizione della "luna di miele" iniziale si passava alla constatazione che vi erano state molte manovre per mantenere il rispetto di se stessi ma che anche a causa della tolleranza e dell'astinenza la vita era dominata dalle esigenze di trovare la droga.

2)         Una ricostruzione del senso della vita, da realizzare in tre fasi:

2.1) Il ricordo di quello che si era prima della dipendenza;

2.2) La constatazione delle condizioni raggiunte a causa della droga;

2.3) La costruzione di un nuovo modello di vita al quale aspirare.

3)         Una spiegazione del "recupero", che ovviamente contesta alla base l'assunto di inguaribilitā.

Spesso in questa ricostruzione si impiegano concetti come quello di "aver toccato il fondo", di trovarsi in una "crisi esistenziale", ma non mancano precisi riferimenti ad eventi importanti come l'attesa di un figlio, il rischio di una condanna penale e, soprattutto per le donne, l'allontanamento forzato dei propri figli per provvedimenti del Tribunale dei Minorenni.

In linea generale gran parte delle reinterpretazioni coincidono con l'impostazione e la filosofia degli operatori dei Centri di trattamento per cui molto probabilmente trattasi di una trasmissione terapeutica. In questi casi, comunque, il ruolo degli operatori viene ad essere accentuato e lo schema da impiegare facilitato.