ARRIVA IL MANTENIMENTO METADONICO ANCHE NELL'ASSISTENZA SANITARIA DI BASE DEGLI STATI UNITI

 

Fiellin D., O'Connor P., Chawarki M. et al.: "Methadone maintenance in primary care-A randomized controlled trial", JAMA, 286: 1724-31, 2001

 

Si parte dall'affermazione dell'efficacia del mantenimento metadonico che, negli USA, viene somministrato solo presso Centri di erogazione e trattamento autorizzati dal Governo Federale.

Negli ultimi anni vi è stato un notevole aumento dell'eronomania dovuto all'arrivo di eroina con grado di purezza elevato e spesso questa viene inalata. A tale aumento non ha fatto riscontro un allargamento dei Servizi, per cui solo 170.000 tossicodipendenti su più di 800.000 sono entrati in trattamento. Pertanto si è sperimentato un sistema di coinvolgimento del medico di base dei pazienti in trattamento metadonico stabilizzato in un Centro autorizzato; 47 erano questi pazienti che per un anno non avevano avuto riscontri di consumi illeciti e che erano privi di comorbidità psichiatrica. A random hanno continuato la pratica metadonica del Servizio oppure una volta alla settimana si recavano presso lo studio-ambulatorio del proprio medico (6 medici internisti coinvolti) dove ricevevano una dose da ingerire direttamente e quindi le dosi per 6 giorni da portare a casa.

Ogni mese il medico, oltre a visitare, svolgeva una sessione di counselling per la quale era stato preparato attraverso appositi corsi. Il paziente presentava le urine e discuteva la prevenzione delle ricadute ricevendo anche consulenza anti-fumo. Il counselling mirava all'acquisizione di tecniche di auto-aiuto ed in alcuni pazienti oltre alla urine si è effettuato l'esame tossicologico dei capelli.

Eguale fra i due gruppi è stata la frequenza di uso di droghe illecite, mentre nel gruppo che si spostava solo una volta alla settimane vi è stata maggiore soddisfazione anche se faceva una sola visita mensile con il medico. Le analisi vengono effettuate dal Servizio ambulatoriale specialistico presso il quale questi "vecchi" metadonici sono praticamente sempre in forza.

I pazienti che hanno preso parte all'esperimento non rappresentano certo la media dei tossicodipendenti da eroina in quanto non presentavano comorbidità psichiatrica (che invece risulta nel 47% dei soggetti in trattamento presso i Centri) e, soprattutto, erano tutti senza "polidrug".

Fino a che punto questa situazione è riproducibile nella pratica medica corrente ed, in particolare, fino a che punto il medico se la sente di conservare nel suo ambulatorio quantità non irrilevanti di metadone con tutti i rischi di furti e con l'esposizione a controlli polizieschi, essendo il mercato grigio del metadone piuttosto importante negli Stati Uniti? Certo si tratta di pazienti, si ripete, in situazioni ottimali dai quali venivano accettate ricadute verso droghe illecite senza ricorrere a punizioni ma anzi fornendo informazioni e disponibilità alla discussione sulla prevenzione delle medesime.

Commenta un editoriale del JAMA che i medici prima dell'esperimento non tenevano conto dell'estensione dell'abuso di sostanze psicoattive con forme che non giungono alla definizione di dipendenza secondo il DSM-IV ma crea tutta una serie di problemi di salute che si manifestano non solo nei Dipartimenti di Emergenza e negli studi medici. Nello stesso tempo oggi si realizza la possibilità di trattamenti efficaci che non richiedono contatti prolungati. Certo devono essere interventi con un continuum che supera l'attuale frammentazione. Si tratta però di responsabilizzare professionisti che, finora, non hanno ottenuto grossi risultati ad esempio nell'opera di educazione anti-fumo pro attività fisica e dieta ipolipidica.