BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO
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L'AUMENTO DELLE PRESCRIZIONI DI ANALGESICI OPPIODI NON HA PORTATO
NEGLI USA AD UN INCREMENTO DELLE TOSSICODIPENDENZE
Joranson D.E., Ryan K., Gilson A.M.: "Trends in medical use
and abuse of opioid analgesics", JAMA, 283: 1710-1714, 2000
Uno dei motivi che spingono molti medici a non prescrivere
analgesici "forti" è il timore sia di incorrere in sanzioni penali
sia di favorire l'instaurazione di forme di dipendenza, senza trascurare la
possibilità di una diversione nel mercato nero delle fiale ottenute da prescrizione
medica.
Il Dipartimento di Farmacologia dell'Università del Wisconsin ha
condotto una indagine retrospettiva sulle prescrizioni mediche di fentanil,
morfina, idromorfone, meperidina ed ossicodone registrate nel sistema di
Automation of Reports and Consolilated Orders dal 1990 al 1996 confrontando i
trend delle prescrizioni con le frequenze di ricoveri in emergenza e di
segnalazioni di tossicodipendenti da oppiodi al Drug Abuse Warning Network.
Ebbene, vi è stato un notevole aumento nelle prescrizioni di
morfina (il 59% è passato da 2,3 a 3,5 milioni di dosi), di fentanyl
(addirittura del 1168%) con incrementi più modesti per l'ossicodone (23%) e
l'idromorfone (19%), mentre la meperidina ha segnato il passo ed è diminuita.
Nello stesso periodo il numero delle segnalazioni globali di abuso di oppioidi
non è aumentato ma è diminuito dal 5,1% al 3,8%. L'aumento globale del 6,6% si
riferisce all'insieme dell'abuso di analgesici.
Quindi viene ad essere confermata la campagna che l'OMS conduce
per un maggior impiego medico di oppioidi nel trattamento del dolore e
smentisce il timore ancora diffuso di un aumento nella dipendenza e nella
diversione verso il mercato nero. La riduzione nelle prescrizioni di meperidina
probabilmente è legata sia alla constatazione da parte dei medici della brevità
dell'emivita sia dall'evidenza di una tossicità epatica per trattamenti
prolungati.
Naturalmente il monitoraggio degli episodi di abuso di analgesici
è parziale in quanto riguarda gli episodi di abuso di droghe che hanno
determinato un ricorso all'emergenza. Ma intanto l'analisi statistica condotta
anno per anno si basa su fonti analoghe. Pertanto è necessario proseguire nella
campagna di informazione ai medici per un uso più diffuso di morfina ed altri
analgesici pain-killer in un settore quale quello del dolore cronico e
dell'assistenza terminale nel quale tanti malati sono "costretti" a
soffrire. Sappiamo tutti come l'Italia si trovi agli ultimi posti nell'uso
medico della morfina!