BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO

Rassegne Bibliografiche & Recensioni

 

RISULTATI ITALIANI DELLO STUDIO COLLABORATIVO SULLE PRIME RICHIESTE DI TRATTAMENTO PER DROGA

 

Macchia T., Nicoletti G., Taggi F.: "Risultati italiani dello studio collaborativo sulle prime richieste di trattamento per droga <First treatment demand>: 1994-1996, Istituto Sup. Sanità, Rapporti ISTISAN 98/34

 

Lo studio collaborativo europeo FDT è stato condotto su iniziativa del Consiglio d'Europa-Gruppo Pompidou in venti città fra le quali Roma e pur non avendo avuto accoglienza ufficiale favorevole in Italia, in quanto limitata al contesto urbano, ha creato le premesse per una indagine campione effettuata dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione del Ministero della Sanità fra 13 Centri dislocati in 13 Regioni. Scopo principale era quello di sensibilizzare gli operatori del Ser.T. all'impiego di metodologie di raccolta qualitative e di raccogliere dati sui NUM cioè sui Nuovi Utenti Mai Trattati rispetto ai NUG cioè ai Nuovi Utenti Trattati in altri Centri nonché sul raggruppamento generico Nuovi Utenti quali indicati nelle statistiche ufficiali.

Il campione dal quale derivano i dati non può considerarsi rappresentativo dell'universo così composito dell'utenza dei Servizi, pur non presentando scostamenti significativi rispetto a diversi dati nazionali. I Servizi coinvolti rappresentano il 3% dei Servizi italiani e l'utenza dalla quale sono derivati i dati l'1%. Nel 1999 la scheda FDT è stata distribuita a diversi altri Ser.T. e pertanto siamo in attesa di conoscere risultati in modo da poterne discutere nel confronto con recentin trands del monitoraggio del fenomeno sia in Europa sia sopratutto in Australia ed USA.

Alcuni dati qualitativi sono quanto mai interessanti, come la percentuale di utenti conviventi con altri "forti" assuntori (20%), la riduzione dell'età media dei NUM ed, in particolare, l'apparente mancanza di riduzione dello scambio di siringhe e le caratteristiche demografiche educative ed occupazionali degli assuntori di cocaina. E' un gruppo quest'ultimo che sta aumentando fra l'utenza dei Ser.T. e che sfugge ad analisi superficiali sulle metodologie di trattamento. Non dovrebbe a prima vista meravigliare l'assoluta prevalenza di utenti con bassa scolarità in questo gruppo in quanto è assai probabile che gli abusatori di cocaina con livelli scolastici elevati difficilmente chiedono assistenza alle strutture pubbliche.

Come indicano gli estensori del rapporto, l'Italia presenta, dal punto di vista della rete organizzativa e di quella statistica, molti vantaggi e diventa pertanto sempre più urgente fare in modo che i dati non rimangano nelle periodiche relazioni e nei dibattiti ma siano fonte di concrete programmazioni regionali e locali per interventi mirati e per informazioni corrette a mass media che periodicamente forniscono informazioni allarmistiche più o meno stagionali.

Sarebbe anche opportuno organizzare forme di comunicazione in tempo reale di fenomeni abnormi, non certo per farne notizie giornalistiche, ma per stabilire livelli di attenzione e premesse per approfondimenti in calce al rapporto ISTISAN dove è pubblicato il questionario ed il protocollo.